Come prevedibile il flop del M5S alle amministrative e la scissione voluta da Luigi Di Maio hanno prodotto contraccolpi anche in Molise. Alla granitica prese di posizione del gruppo pentastellato in Regione a favore di Conte, corrisponde un clima da 8 settembre sul territorio, con truppe allo sbando e un elettorato ormai ridotto ai minimi termini. Situazione che non lascia indifferente il Partito democratico che, per ragionare sul nuovo quadro politico, riunisce la sua segreteria regionale. La prossima settimana invece sarà la volta della direzione. Conti alla mano, il PD non ha più alcun interesse a mantenere in piedi un’alleanza che, a questo punto, potrebbe imporre ai Dem il pagamento di un pedaggio per via transitoria che nessuno intende onorare. Chiaro che nessuno in questa fase porrà la questione dell’alleanza, se ciò avverrà sarà in autunno quando il PD potrebbe scegliere di stare con i soli centristi e scaricare i 5 stelle.

Quello che invece è chiaro sin da ora è che lo psicodramma dei 5 stelle ha posto una pietra tombale sulla ipotesi di una propria candidatura alla presidenza della regione.

La partita per le regionali del 2023 si riduce quindi ad una corsa a due nel PD, tra il segretario del partito Vittorino Facciolla e la capogruppo in regione, Micaela Fanelli. Tramonta definitivamente anche l’ipotesi di primarie di coalizione, paventata prima delle amministrative.

Un’ipotesi, al momento di scuola ma che potrebbe diventare reale, è quella che i 5 Stelle corrano da soli ma col rischio di essere stritolati dalle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Nel caso di corsa in solitaria, va ricordato, la soglia di sbarramento per entrare in Consiglio regionale passa dal 5 all’8%.

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