Il numero complessivo di medici d’emergenza sanitaria territoriale 118 “e’ rimasto pressoche’ stabile negli ultimi tre anni, essendo passato da 2.962 unita’ del 2019 a 2.952 unita’ del 2021. Al contempo, la distribuzione di tali professionisti sul territorio nazionale mette in luce una grande variabilita’ tra le diverse realta’ regionali”. Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata in commissione Affari sociali alla Camera. Infatti, ha sottolineato Costa, “in alcune regioni come Campania, Emilia Romagna, Sicilia ed Umbria, si registra un significativo incremento di tali professionisti nel periodo 2019-2021 (rispettivamente +27%, +16%, +8%, +44%), mentre nelle regioni Piemonte, Puglia e Molise i dati mostrano un trend in diminuzione nel medesimo periodo (rispettivamente – 16%, -12%, -17% dal 2019 al 2021)”. Costa ha inoltre ricordato che la legge di bilancio 2022, “con l’obiettivo di potenziare i servizi di emergenza territoriale, ha stabilito che ‘al fine di garantire la continuita’ nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, il personale medico in servizio presso le strutture del sistema di emergenza-urgenza territoriale 118, che alla data di entrata in vigore della presente legge ha maturato un’anzianita’ lavorativa di almeno trentasei mesi, puo’ accedere alle procedure di assegnazione degli incarichi convenzionali a tempo indeterminato destinate al servizio di emergenza-urgenza 118 anche senza il possesso del diploma attestante la formazione specifica in medicina generale”. A determinare il requisito di anzianita’ lavorativa, ha precisato, “concorrono periodi di attivita’, anche non continuativi, effettuati negli ultimi dieci anni, nei servizi di emergenza-urgenza 118 con incarico a tempo determinato”.

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