Scannett allert. Quasi una liberazione, anzi una liberazione quella frase che che dà il via ai portatori, i quali alzano l’ingegno e iniziano a camminare. Le gambe tremano e il cuore batte all’impazzata, l’adrenalina a mille per chi si prepara a questo evento da sempre. Una dedizione e un’amore che rendono più leggero anche il caldo. Un’attesa lunga due anni. Due lunghi e faticosi anni, nei quali sono stati dormienti nel museo.

Finalmente i Misteri del Di Zinno sono tornati nella loro Campobasso, tra le vie, ad essere abbracciati dal calore e dall’amore della gente. Applausi, grida di gioia e anche lacrime quando l’ingegno di san Crispino ha aperto la fila e poi uno ad uno gli altri Misteri dietro con banda e quella musica che ne ritma il movimento.

Santi, angeli e diavoli oscillano nel cielo terso. I bambini sorridenti che muovono le manine sospesi e assicurati ai bracci flessibili ma resistenti ideati dal geniale Di Zinno, omaggiato come sempre davanti alla casa natale

I quadri biblici si stagliano nella loro bellezza, nei colori. La barba di Abramo increspata dal leggero venticello. L’ultima volta sul Mistero per lo storico e iconico interprete, Antonio Santella, salvo ripensamenti

I diavoli con le linguacce che tentano la donzella e lei che resiste impassibile. Il loro imbrattare visi, la tradizione di prendere i bimbi in braccio e quell’insistente richiamo tra la folla.

Dai balconi e dalle finestre le mani si protendono verso gli ingegni nelle vie più strette del centro storico. Caramelle ai bambini, seguiti da genitori e nonni orgogliosi del privilegio di averli su un Mistero, accuratamente preparati dopo la messa mattutina.

Tante, davvero tante le persone che sono tornate ad affollare Campobasso, lungo le vie, ali avvolgenti intorno agli ingegni. Una tradizione importante per Campobasso e l’intera regione, che gode quest’anno del patrocinio ministeriale

Un percorso festoso quello dei 13 misteri, quest’anno, come forse mai prima, sospinti dall’amore di una città intera e non solo fino all’arrivo in piazza, davanti al Municipio per la benedizione impartita dall’arcivescovo Giancarlo Bregantini dal comune affiancato dal sindaco Roberto Gravina da altre autorità

Quindi il ritorno nel Museo in Via Trento dove riposeranno per uscire di nuovo il prossimo anno a Corpus Domini, quando la magia pervaderà ancora Campobasso. oltre 90mila persone presenti in città secondo le stime delle forze dell’ordine.

Telemolise ha seguito l’intero evento in diretta con numerose troupe dislocate nei punti strategici di Campobasso.

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