Come ogni anno, l’11 giugno a Chiauci si rinnova una tradizione secolare: la statua di Sant’Onofrio viene portata in processione dal borgo all’Eremo, nel bosco che ha il nome del Santo, dove prima rimaneva fino al 16 agosto, per poi essere traslata nella Chiesa Madre di San Giovanni Evangelista.

Oggi il Santo è stato portato in spalla fino alla Chiesa, poi, nel pomeriggio ritornerà in paese. Nella Chiesa del bosco, però, viene lasciato il quadro del Santo, come segno della sua presenza.

È una giornata importante per la comunità chiaucese, che coglie l’occasione per riunirsi all’aperto e stare insieme, dopo due anni di pandemia.

Curiosità

Testimonianze dell’esistenza del cosiddetto Eremo di Sant’Onofrio risalgono al Settecento, grazie a Don Matteo de’ Cepollino, che cita la presenza di una piccola “Chiesa extra moenia detta di Sant’Onofrio”, con un solo altare, “al di là del fiume Trigno”, proprio lì dove vi sono anche i territori di una abbazia benedettina.

Il Bosco di Sant’Onofrio fu probabilmente uno dei numerosi luoghi di eremitaggio legati al culto di Sant’Onofrio e fioriti nella cosiddetta Terra delle Chiavi , scelto dai monaci eremiti benedettini che, dopo la vita monastica comunitaria, si ritiravano in solitudine come ultima tappa del loro percorso spirituale, con il consenso dei superiori; una tradizione di contemplazione ripresa dai monaci orientali, che avevano reso sacro quel luogo.

Potrebbe interessanti anche:

Il Covid torna a fare paura, 462 casi in Regione; 112 solo a Campobasso

Numeri che tornano a fare paura. Gli esperti parlano di varianti e di guardia ormai abbass…