Al momento l’unica cosa certa rispetto al quadro politico regionale è la bandierina di Forza Italia sulla Regione Molise. A dirlo è il quadro politico nazionale. Sono tre le regioni che andranno al voto il prossimo anno: Lombardia, Lazio e Molise, e nel centrodestra romano hanno le idee chiare. A correre in Lombardia sarà un esponente della Lega, nel Lazio uno di Fratelli d’Italia e, di conseguenza, il Molise sarà ad appannaggio di Forza Italia. Chi sarà a correre per il partito di Berlusconi è prematuro dirlo. L’attuale inquilino, Donato Toma, ha dato già la sua disponibilità per un secondo mandato, anche se al momento sul suo nome il centrodestra appare diviso. I più riottosi sono Lega e Fratelli d’Italia. Nell’aria girano altri nomi ma da partito stanno abbottonati. Vanno evitati in questo momento strappi e personalismi – dice la coordinatrice regionale del Partito, Annaelsa Tartaglione, tirata in ballo nei giorni scorsi su alcune ipotesi di nomi. Ricostruzioni di fantasia, taglia secca la deputata. Non è questo il momento di fare nomi, sottolinea. Questi andranno fatti nei tempi giusti, sentito il territorio, valutato il quadro politico nazionale e con l’ultima parola che spetterà al presidente Berlusconi.

Mancano 12 mesi alle elezioni – dice sempre Tartaglione – e occorre governare bene. Sarà sulla base dei risultati raggiunti che tutti noi saremo giudicati e riconfermati. Insomma, da Forza Italia in questo momento restano abbottonati, senza promozioni né bocciature. Anche perchè la partita sarà più ampia e si incrocerà con quella delle politiche. Da più parti avanza l’ipotesi di un election day fissato a maggio 2023 facendo slittare in avanti di due mesi le politiche per allinearle alle elezioni regionali.

In tal caso assisteremo ad una scomposizione integrale del quadro politico con la sponda romana che potrebbe rappresentare per più di qualcuno una via d’uscita, o una via di fuga, a seconda dei casi, dalla bagarre per le regionali.

Va tenuto conto che con la riforma e il taglio dei parlamentari, il Molise è destinato a perdere una rappresentanza alla Camera. I posti in palio saranno quindi 5: 4 per la capitale e uno per il vertice della regione Molise. Un rompicapo, considerando che gli aspiranti in corsa sono almeno il quadruplo.

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