Le bocce come strumento di salute e benessere per le persone ma anche come occasioni di crescita e di sviluppo per i piccoli Comuni, dove svolgono un’importante azione di aggregazione sociale trasversale alle diverse fasce di età e condizione. Questa la sintesi del convegno “Bocce: sport, socialità e benessere”, che si è svolto a Castel del Giudice, in provincia di Isernia, sabato scorso, organizzato dalla FIB Molise e dalla FIB Basilicata.  Ad aprire i lavori, il presidente della FIB Molise, Giuseppe Formato, il quale ha spiegato come sia negli obiettivi del Comitato regionale molisano diffondere la disciplina sportiva boccistica, la più inclusiva, sull’intero territorio molisano, dal centro alle periferie, coinvolgendo uomini, donne, bambini, ragazzi, adulti, anziani, normodotati e persone con disabilità. A moderare, la giornalista Fabiana Abbazia. Numerosi i relatori che hanno contribuito con interventi di spessore: il sindaco di Castel del Giudice, Lino Gentile; il presidente della Provincia di Isernia e sindaco di Venafro, Alfredo Ricci; il consigliere regionale Andrea Di Lucente e la consigliera nazionale Coni, Elisabetta Lancellotta. Le autorità hanno sottolineato come questi presidi sportivi diventano importanti volani di marketing turistico creando dei veri e propri circuiti virtuosi tra comunità.
Presenti anche il sindaco di Agnone, Daniele Saia; e il presidente dell’ANCI Molise, Pompilio Sciulli. Spazio anche a due interventi tecnici: quello del dirigente medico dell’Ospedale ‘Veneziale’ di Isernia, Nicola Zagaria, che ha parlato degli effetti benefici dello sport sulla salute che, insieme a un corretto stile di vita, può prevenire le malattie e aumentare le aspettative di vita; e quello della presidente FIB Basilicata, Angela Laguardia, che ha presentato i risultati di un sondaggio condotto tra 106 donne bocciofile sui benefici psicofisici delle bocce. Ne è scaturito un profilo ben preciso: la donna bocciofila “tipo” è una atleta tra i 40 e i 60 anni (55,7%) che pratica le bocce da più di 10 anni (47,2%). Questo dato dimostra che l’approccio alle bocce arriva in età matura, quando una donna ha raggiunto una stabilità familiare e lavorativa. Una su due ha praticato o pratica altri sport, ma la gran parte (61,3%) ha trovato maggiori difficoltà a imparare ad eseguire la bocciata. Di qui ne consegue che fisicamente giocare a bocce ha migliorato la coordinazione (43,4%) ed il controllo del proprio corpo (33%). Psicologicamente invece sono la concentrazione e l’autostima i due aspetti che le giocatrici ritengono di avere accresciuto di più rispetto ad altri come la motivazione, l’accettazione del proprio corpo o l’elaborazione di strategie. Complessivamente metà del campione (il 49,1%) ha testimoniato di essere stata molto formata nel carattere grazie alle bocce, segno che come sempre lo sport veicola valori, comportamenti e relazioni formative favorevoli alla persona. Pienamente riuscita l’iniziativa, alla quale hanno assistito sessanta persone in presenza e oltre 500 collegate sulla diretta social, e che sarà ripetuta anche nella provincia di Campobasso.

Fonte. Ufficio stampa

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