Fermi in porto per l’intera settimana. E’ l’intenzione ferma degli armatori della marineria dell’Adriatico che da giorni portano avanti la protesta contro il caro gasolio, che ha messo in ginocchio anche il settore della pesca.

Nessun passo in avanti sulla riduzione del prezzo dei carburanti, ma nemmeno per accedere alla cassa integrazione per i lavoratori della categoria.

Una crisi che sta avendo ripercussioni sull’intera economia locale, dove nell’indotto della pesca lavorano centinaia di persone: oltre a chi lavora in mare ci sono i titolari delle pescherie e i ristoratori.

La gravità della situazione ha indotto il sindaco di Termoli a intervenire. Roberti ha annunciato che farà il possibile per sottoporre la questione a livello istituzionale e in particolare ai parlamentari di forza Italia.

Un tema – ha spiegato il sindaco intervenendo alla riunione che si è svolta al mercato del pesce – che dovrà essere discusso anche con il ministro dell’Interno Lamorgese che sarà presto a Termoli, ha annunciato, perché non diventi un’emergenza sociale con tante famiglie in ginocchio.

I pescatori hanno evidenziato anche la volontà, già comunicata al sindaco e alla Capitaneria di porto, di organizzare una processione in mare con alcune barche della flottiglia, sull’esempio della processione del 3 agosto in onore del patrono di Termoli San Basso, ma in formato ridotto e con finalità diversa, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul problema. Il sindaco Francesco Roberti ha dato una disponibilità di massima, nell’attesa di individuare una data utile nella quale tenere la manifestazione, previa autorizzazione della Capitaneria di porto, per la quale è intervenuto anche il comandante Amedeo Nacarlo. (Gdt)

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