Il rischio globale è quello di una emergenza alimentare. Quello locale è la chiusura di decine di piccole aziende. Il mondo dell’agricoltura si è dato appuntamento venerdì mattina a Roma nella manifestazione nazionale che coinvolge tutte le sigle di categoria.

La protesta riguarda soprattutto l’aumento dei costi di produzione dovuto all’esorbitante rincaro dei carburanti. Poi c’è l’emergenza cinghiali e la crisi del grano, dovuta in particolare al conflitto in Ucraina.
Negli ultimi tre mesi, sono le stime di Coldiretti, i prezzi del grano sono saliti fino al 36%, anche per effetto delle speculazioni e dei saccheggi nei territori interessati dalla guerra. Navi sequestrate e furti da parte della Russia, riducono le scorte e aggravano l’allarme fame.

A questo si aggiunge in molte località italiane l’eccessiva presenza di cinghiali, di cui ormai si è detto e scritto di tutto. Questo gruppetto è stato filmato a Campobasso in una traversa di via Genova, alle spalle del palazzo della Regione, quasi a voler sottolineare la necessità di intervenire, prima che gli animali entrino nella sancta santorum delle istituzioni molisane.

Nelle ultime ore da segnalare una nota positiva, che riguarda il rinnovo del contratto degli operaio agricoli. Un provvedimento che interessa più di un milione di lavoratori impegnati nelle campagne e che prevede un aumento nei prossimi due anni del 4,7%. Il primo aumento, come concordato con le sigle sindacali, scatterà dal primo giugno, con un più 3% in busta paga. Dal primo gennaio del 2023 partirà la seconda tranche dell’1,2% e l’ultima a giugno dell’anno prossimo con il restante 0,5%.

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