Emergono nuovi elementi sul delitto di Romina De Cesare, la 36enne di Cerro al Volturno uccisa dall’ex compagno, Pietro Ialongo, a Frosinone, proprio nella casa in cui vivevano insieme.
Come riporta anche ‘Il Messaggero’, secondo gli elementi raccolti dagli investigatori della Procura, dopo che la ragazza lo aveva lasciato, Ialongo si sarebbe trasformato in uno stalker. Ad avvalorare la tesi della Procura, anche una frase che Romina aveva pubblicato su Facebook il 25 novembre scorso, giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, invitando gli uomini a regalare un braccialetto rosa: «A vostra figlia- aveva scritto- vostra madre, vostra sorella. Vi distinguerete da chi, le donne, invece di rispettarle, le maltratta». Forse, dietro quella frase, si celava una richiesta di aiuto che non è stata compresa fino in fondo.

L’ULTIMO LITIGIO
A fare ancora luce sul caso, sempre dalle indiscrezioni trapelate, è il litigio avvenuto nella notte del delitto. I due avevano discusso furiosamente a causa della macchina intestata a Romina, ma pagata dall’uomo. Ialongo avrebbe riferito ai carabinieri che pretendeva che la ragazza gli restituisse il denaro che aveva speso per l’acquisto di quella vettura. Poi, momenti di buio, se non la certezza che al culmine di quella lite, il 38enne ha stretto le sue mani al collo di Romina.

IL PADRE DI ROMINA 
«Siamo straziati dal dolore, ma non cerchiamo vendetta, vogliamo semplicemente che sia la giustizia a dare un senso e una risposta al dolore che stiamo provando. Queste sono ferite che non si rimargineranno mai», ha detto Mario, il padre di Romina, tramite il suo legale, l’avvocato isernino Danilo Leva. Intanto venerdì prossimo, davanti al Gip del tribunale di Frosinone, si terrà l’incidente probatorio sui telefonini dell’uomo, che è in carcere dallo scorso 3 maggio.

 

 

 

 

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