I dati emersi nei giorni scorsi dalla relazione strutturale di ANAS sul viadotto Sente-Longo pongono un ulteriore punto fermo sulle condizioni di instabilità in cui versa l’importante tratto di collegamento tra Agnone e l’Abruzzo. Un ponte fatiscente che non potrà essere riaperto neppure in senso unico alternato, a meno di massicci interventi di recupero dal valore di svariati milioni di euro.

La questione, ampiamente dibattuta tra l’opinione pubblica, ha scatenato feroci critiche rivolte all’ex Presidente della Provincia di Isernia Lorenzo Coia, incaricato a presiedere la giunta provinciale proprio nei mesi di chiusura del ponte.

In una nota social, Coia ha deciso di rispondere alle accuse facendo chiarezza sul suo operato. “Leggo su alcuni giornali le esternazioni di alcuni commentatori politici che ancora chiamano in causa, per le relative responsabilità, la giunta provinciale da me presieduta. Tengo a precisare che la chiusura del viadotto risale al settembre 2018, a seguito di relazioni tecniche che, a distanza di anni, sono state confermate dai tecnici Anas. -ha spiegato l’ex Presidente – Nel periodo di gestione della vicenda ( circa 8 mesi fino alla scadenza del mandato 25/5/2019) la mia amministrazione si adopero’ per approntare un percorso alternativo, coinvolgere la provincia di Chieti per la parte di sua competenza e la Regione Abruzzo, interloquire con la Regione Molise per individuare fondi per la riattazione e stipulare una convenzione con Anas per la presa in carico dell’arteria. Tutte queste iniziative furono attivate e lasciate al nuovo Presidente. Tanto si doveva per amore di chiarezza e per il rispetto dei ruoli esercitati.

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