Quasi settemila fiori visitati in un giorno, ma ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilo di miele.
L’ape, di cui oggi si celebra la giornata mondiale, mette a repentaglio il luogo comune che indica la formica come l’insetto più laborioso. Di sicuro è di gran lunga più utile non solo per il prodotto finale di tutto il suo lavoro, ma anche per gran parte delle coltivazioni alimentari: mele, pere, fragole, ciliegie, cocomeri, dipendono in una certa misura, per resa e qualità, dall’impollinazione dalle api, che nel raccogliere il nettare si spostano di fiore in fiore.
Poi ci sono il miele, di cui in Italia esistono più di 60 varietà, da quello di acacia al millefiori, dall’arancia a quello di castagno, e i prodotti dell’alveare con la cera d’api impiegata anche nella cosmesi.
Quest’anno, prevedono gli apicoltori, si prevede una buona produzione a differenza dello scorso anno caratterizzato da piogge e gelate primaverili. Il bel tempo delle ultime settimane ha infatti favorito una buona infiorescenza che sta permettendo alle api di lavorare con regolarità.
Il miele molisano – ha commentato l’assessore alla politiche agricole – è di altissima qualità e il settore è in forte crescita.
È di quasi 80mila euro il fondo che il ministero ha assegnato al Molise, risorse destinate agli apicoltori e ai produttori con l’obiettivo di incentivare a migliorare la produzione e la vendita del miele.
“L’Apicoltura – ha aggiunto Nicola Cavaliere – è un nostro fiore all’occhiello. Questo anche per le le particolari caratteristiche del nostro ambiente, all’entusiasmo e alla competenza degli operatori,molti dei quali giovanissimi. Un insetto, l’ape, che va guardato con molta più attenzione, se non infastidita non punge e la sua presenza è fondamentale alla sopravvivenza di molte specie animali e vegetali.

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