Ci sarebbero alcuni testimoni che hanno assistito alla drammatica corsa dell’auto fuori controllo, piombata nel giardino dell’asilo di Pile, a L’Aquila.

Poche decine di metri in discesa e poi la macchina dopo aver sfondato una protezione ha investito i bambini dell’asilo uccidendone uno e ferendone altri cinque.

Il piccolo cuore di Tommaso ha cessato di battere durante il trasporto in ospedale, due sono gravi ricoverati al Gemelli di Roma ma in condizioni stazionarie.
Una tragedia che ha lasciato attoniti tutti e a L’Aquila, dove la città si sta preparando a festeggiare i santi patroni, il sindaco ha proclamato il lutto cittadino.

La donna di 38 anni che avrebbe lasciato l’auto che poi si è messa in movimento finendo nel giardino. L’esame sul freno a mano sarà uno dei punti centrali della perizia per capire cosa sia successo. Infatti, mentre per i freni di tipo meccanico non rimane traccia dell’utilizzo, per quello elettronico si potrà verificare la centralina di controllo. In ogni caso, per la donna è stata formulata l’ipotesi di reato di omicidio stradale.

La Squadra Mobile, che svolge le indagini, dovrà fare chiarezza anche sulle dichiarazioni della coppia madre e figlio rese ai giornalisti nell’immediatezza dell’accaduto: la donna avrebbe affermato di aver lasciato l’auto con la marcia inserita, mentre il figlio 12enne subito dopo la tragedia aveva ammesso in lacrime di essere responsabile. Proprio quei testimoni oculari lo avrebbero visto al posto di guida durante la discesa, con un tentativo di sterzata per impedire la caduta libera. E questo la 38enne dovrà spiegarlo al sostituto Stefano Gallo che l’interrogherà domani mattina.

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