La vertenza demaniale di Rio Vivo a Termoli va avanti da almeno 20 anni. Da 5 l’agenzia del Demanio è in silenzio e nella sostanza non ha mosso un dito. L’agenzia non ha ancora provveduto ad applicare la legge 205, con tanto di emendamento dell’allora onorevole Laura Venitteli, che in sintesi ridefiniva i confini. Finora nulla è accaduto, contrariamente a quanto successo, invece, a Campomarino e San Salvo.
Il Comune di Termoli si rivolge così al Tar. Alto il rischio che l’ente possa ricevere richieste risarcitorie da parte dei cittadini di quell’area di Rio Vivo che attendono l’esecuzione della legge. Sono anni che i residenti pagano imposte e tasse.
Il Comune si appella al tribunale amministrativo per la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al Demanio per l’applicazione del provvedimento.
La vicenda va ripercorsa: questa vertenza annosa si fece ancora più delicata quando nel 2013 il tribunale civile di Campobasso si pronunciò sulla domanda di accertamento finalizzata a verificare se una determinata zona di Rio Vivo-Marinelle, con più di qualche abitazione, fosse qualificabile come demanio Marittimo dello Stato. Ai residenti il tribunale diede torto. Da lì una battaglia, finita in Parlamento: ma quei confini, imposti dalla legge, non sono stati mai sistemati. Oggi il Comune si vuole tutelare, la beffa è dietro l’angolo. Udienza fissata per il 26 maggio.

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