Tanti soldi per rendere migliore la sanità regionale. Li offre il Piano nazionale per la ripartenza dal dopo Covid con il quale le Regioni hanno come obiettivo primario proprio quello di potenziare i servizi sanitari e ospedalieri.
Lo ha ribadito il commissario ad acta della sanità regionale Toma, al consiglio comunale di Campobasso che si è riunito su questo specifico argomento.
L’intervento di Toma non ha convinto i consiglieri del gruppo del Pd, secondo i quali, proprio il Pnrr può offrire opportunità irripetibili: aumentare i posti letto per i malati acuti negli ospedali pubblici, eliminare le sacche di privilegio e gli sprechi, ridurre i tempi di attesa, ripensare alle reti per le malattie tempo dipendenti. Punti fermi, questi, dei comitati che difendono la sanità pubblica.
Alla seduta ha partecipato anche Stefano Petracca, da qualche mese direttore generale del Gemelli. In altre parti del mondo – ha precisato Petracca – avere strutture come la Cattolica o il Neurmoed è considerato una risorsa. Una fortuna, questi due poli di eccellenza, per una regione piccola come il Molise, ha aggiunto. Pensare che tagliando risorse ai privati – ha concluso – potenzi e si migliori il pubblico è un atto di autolesionismo. Il Gemelli è una risorsa per i molisani che va custodita, anche se per metà è vuoto, ma abbiamo progetti per erogare nuove prestazioni anche se aspettiamo che la Regione ci paghi arretrati per 30 milioni.
Il Cardarelli, ha provato a sintetizzare Toma, resta il perno attorno al quale ruota il servizio sanitario. L’obiettivo è spendere al meglio le risorse che abbiamo e la nostra non è una sanità solo da buttare, ha concluso.
Le divisioni concettuali sul terreno restano, anche se l’aula al termine della seduta ha votato e approvato tre ordini del giorno presentati uno dal M5s, uno dal Pd e dalla sinistra, l’altro da Forza Italia. Unica certezza quella di lavorare senza errori per migliorare la sanità in Molise, con un pacchetto di soldi che difficilmente potrà essere messo a disposizione una seconda volta.Tanti soldi per rendere migliore la sanità regionale. Li offre il Piano nazionale per la ripartenza dal dopo Covid con il quale le Regioni hanno come obiettivo primario proprio quello di potenziare i servizi sanitari e ospedalieri.
Lo ha ribadito il commissario ad acta della sanità regionale Toma, al consiglio comunale di Campobasso che si è riunito su questo specifico argomento.
L’intervento di Toma non ha convinto i consiglieri del gruppo del Pd, secondo i quali, proprio il Pnrr può offrire opportunità irripetibili: aumentare i posti letto per i malati acuti negli ospedali pubblici, eliminare le sacche di privilegio e gli sprechi, ridurre i tempi di attesa, ripensare alle reti per le malattie tempo dipendenti. Punti fermi, questi, dei comitati che difendono la sanità pubblica.
Alla seduta ha partecipato anche Stefano Petracca, da qualche mese direttore generale del Gemelli. In altre parti del mondo – ha precisato Petracca – avere strutture come la Cattolica o il Neurmoed è considerato una risorsa. Una fortuna, questi due poli di eccellenza, per una regione piccola come il Molise, ha aggiunto. Pensare che tagliando risorse ai privati – ha concluso – potenzi e si migliori il pubblico è un atto di autolesionismo. Il Gemelli è una risorsa per i molisani che va custodita, anche se per metà è vuoto, ma abbiamo progetti per erogare nuove prestazioni anche se aspettiamo che la Regione ci paghi arretrati per 30 milioni.
Il Cardarelli, ha provato a sintetizzare Toma, resta il perno attorno al quale ruota il servizio sanitario. L’obiettivo è spendere al meglio le risorse che abbiamo e la nostra non è una sanità solo da buttare, ha concluso.
Le divisioni concettuali sul terreno restano, anche se l’aula al termine della seduta ha votato e approvato tre ordini del giorno presentati uno dal M5s, uno dal Pd e dalla sinistra, l’altro da Forza Italia. Unica certezza quella di lavorare senza errori per migliorare la sanità in Molise, con un pacchetto di soldi che difficilmente potrà essere messo a disposizione una seconda volta.

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