Nei giorni scorsi, a Poggio Sannita è stato inaugurato un nuovo parco gioco per bambini. Un’iniziativa positiva che guarda ad un futuro di rinascita per le Aree Interne come quella dell’Alto Molise. Una rondine non fa primavera, però, ed è per questo motivo che “bisogna puntare maggiormente sul turismo”, come ha spiegato il Consigliere poggese di maggioranza Cristofer Amicone nell’intervista rilasciata alla nostra testata. Un’intervista a tutto campo in cui Amicone non ha mancato di parlare anche delle prossime elezioni regionali.

 

Il nuovo parco di Poggio Sannita apre ad una stagione di rinascita e speranza. Qual è la sua visione di sviluppo futuro del centro altomolisano?

«La realizzazione del nuovo parco, avvenuta tramite finanziamenti ministeriali, muove sicuramente nella direzione di un turismo per famiglie che fa bene a Poggio Sannita. Per il futuro, abbiamo bisogno di puntare sul filone green, in cui credo molto, e sul turismo di ritorno. Da un studio effettuato in precedenza, è emerso che a Roma vivono circa 3000 persone originarie di Poggio. Dobbiamo puntare su di loro per farle tornare più spesso. In questi mesi, inoltre, abbiamo assistito ad un grande apprezzamento del nostro borgo da parte dei camperisti. Alcuni di loro hanno fatto anche richiesta di acquisto di case. Puntiamo, quindi, anche ad attrezzare un’area camper ben fornita possibilmente nell’area limitrofa alla zona di “Quarto Secondo”. Più in generale, però, occorre fare squadra con gli altri Comuni di zona.»

Si parla molto spesso di questa rete di Comuni altomolisani. Secondo lei, qual è la strada da perseguire?

«A mio parere, sarebbe opportuno lanciare su quest’area una sorta di “Pro Loco dell’Alto Molise” guidata da un Consiglio d’Amministrazione costituito da un rappresentante per ogni Comune e con una presidenza a rotazione. Tale organo dovrebbe lavorare ad un cartellone eventi condiviso sulla base delle peculiarità di ogni centro. Penso alle produzioni agricole come quella dell’olio a cui molti paesi altomolisani sono legati grazie all’associazione “Città dell’Olio”. Penso anche alla ‘Ndocciata di Agnone che potrebbe essere valorizzata ancora di più. Ad esempio, la manifestazione de “Las Fallas” di Valencia in Spagna è sicuramente qualcosa di meno scenografico della ‘Ndocciata, ma ha un successo senza confine. Certo, Agnone non è Valencia, ma si può fare di più.»

Ogni calendario estivo che si rispetti centra l’attenzione su un qualche tipo di “evento degli eventi”. Quale potrebbe essere quello che mette d’accordo tutto l’Alto Molise?

«Sarebbe interessante una “Festa dell’emigrante” itinerante organizzata proprio in estate in collaborazione con le varie associazioni di molisani all’estero. Una due/tre giorni, un festival. Un’idea carina sarebbe quella di chiudere l’evento con l’esibizione di Francecsco De Gregori, cantautore che ha dedicato tante canzoni ai migranti. A tal proposito, faccio appello al Sindaco di Agnone Daniele Saia: dobbiamo essere coordinati da lui in questa sfida di rete. La sua posizione da primo cittadino del Comune più grande dell’Alto Molise lo favorisce. Inoltre, il Comune di Agnone ha eletto due rappresentanti in Provincia. Sarebbe ottimo se riuscissimo a coordinarci e a vederci, tra qualche settimana insieme agli altri Sindaci, per realizzare qualcosa di turisticamente valido per l’estate. Si tratta della prima estate post-Covid, quindi dobbiamo aspettarci ancora più turisti. È un’occasione da non perdere.»

Un nuovo Alto Molise è possibile, quindi. Un Alto Molise che funzioni meglio.

«Certo. L’Alto Molise deve fare squadra non solo per il turismo, ma anche per altre questioni importanti come la sanità. Abbiamo un ospedale ridotto all’osso. La venuta di Toma ad Agnone lo scorso lunedì è stata solo propaganda elettorale a pochi mesi dalle elezioni. La carenza di servizi sanitari è una diminutio per tutti gli altomolisani. Per farci valere occorrono azioni eclatanti, come le dimissioni di massa dei primi cittadini di zona. Tale azione, oltre ad avere risonanza nazionale, porrebbe all’attenzione pubblica un problema da risolvere per forza. La nostra area deve far rete anche per quanto riguarda l’ottenimento di fondi europei. Come singoli Comuni non abbiamo abbastanza personale per rispondere ai bandi. Pensate che nel Municipio di Poggio Sannita ci sono solo due dipendenti fissi. Vediamo, allora, di lavorare all’organizzazione di un ufficio per i bandi europei che possa rispondere alle esigenze di tutti i centri altomolisani, in modo da lavorare insieme a partenariati e ottenere risorse.»

Secondo lei, i cittadini credono ancora che la politica possa risolvere il problema sanitario che attanaglia la nostra Regione?

«Le persone che veramente credono alle promesse politiche sono poche, più che altro i cittadini sperano. Ci è rimasta solo la speranza. I barlumi di speranza, però, vanno alimentati con azioni concrete. Penso a 4 anni fa quando abbiamo avuto la possibilità di eleggere un Presidente dell’Alto Molise e, invece, i paesi di zona hanno deciso di votare in blocco altrove. La stessa logica che è valsa anche per il rinnovo del Consiglio provinciale di Isernia. Bisogna smetterla di appiattirsi sulle parole dei potenti di turno e degli “amici politici”. Ormai è da anni che in Alto Molise non cambia nulla. Facciamo squadra, studiamo e apriamoci alle sfide del mondo globale.»

A suo parere per ridisegnare le sorti dell’Alto Molise serve uno spirito di squadra forte e una linea d’azione condivisa. In vista delle elezioni regionali del 2023, quale sarebbe la soluzione più valida per garantire all’Alto Molise ciò che merita?

«La migliore soluzione che attualmente vedo guardando al quadro politico molisano, e che vedo con molto favore da cittadino altomolisano, è una rinnovata e più forte candidatura di Andrea Greco alla Presidenza della Regione. Vedrei bene un’alleanza con il Partito Democratico e i civici per formare una squadra di persone che hanno a cuore determinate tematiche come la sanità pubblica e il sociale. Un’alleanza tra tutti coloro che hanno combattuto l’attuale visione della nostra Regione basata su un Molise Campobasso-centrico. Noi altomolisani dobbiamo fare seriamente squadra e questa volta non solo con le chiacchiere. Dobbiamo dare al nostro candidato da eleggere un’agenda di priorità affinché possa rivendicare i nostri diritti.»

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