Di Angelo Persichilli

Il conflitto in Ucraina ha già consegnato alla storia un altro criminale di guerra: il presidente russo Vladimir Putin. Il comportamento criminale di quest’ultimo non deve però essere usato come coperta per ignorare gli altri elementi che hanno scatenato questo inferno e che impediscono il raggiungimento di un accordo di pace, o almeno di una tregua.

Che Putin abbia aggredito un Paese sovrano è inaccettabile, ma vi sono domande, forse ovvie, che è però necessario fare: primo, è accettabile fare scoppiare la terza guerra mondiale per porre fine ad una guerra locale? Inoltre, dando per scontata la pazzia criminale di Putin, quali sono i margini entro i quali il leader ucraino Volodymyr Zelensky può trattare con Mosca senza rinunciare alla sovranità del suo Paese ed evitare la terza guerra mondiale? C’è inoltre un’altra domanda la cui risposta potrebbe aiutare a capire cosa sta accadendo: chi ci guadagna da questa sanguinosa guerra?

La risposta alla prima domanda è decisamente no, anche se capisco che per il presidente Zelensky la risposta potrebbe essere diversa. I popoli liberi hanno il dovere di aiutarlo, tenendo comunque sempre presente che una terza guerra mondiale, atomica, non solo non risolverebbe i problemi dell’Ucraina ma complicherebbe quelli di molte altre nazioni provocando milioni di morti. È uno scenario che non bisogna perdere d’occhio, anche se si può capire che il presidente Zelensky, considerando le stragi contro il suo popolo, potrebbe anche non prenderlo nella giusta considerazione.

Ma torniamo al quadro generale.

Il dibattito è ora incentrato sulla pazzia criminale del presidente russo, ma il fatto che Putin sia un macellaio non aiuta a trovare una soluzione al conflitto. Per trovare soluzioni bisogna guardare altrove, precisamente a Pechino ed a Washington. Perché la guerra di Putin in Ucraina è diventata una partita a scacchi tra Stati Uniti e Cina che dal conflitto cercano di trarre profitti politici e economici pagati dai contribuenti europei.

Facciamo quindi qualche riflessione che vada un po’ indietro nel tempo.

Considerando la situazione politica e militare attuale ed escludendo Putin che ormai definiamo un pazzo criminale, chi potrebbe mettere fine al massacro? Cina e Stati Uniti. Perché non lo fanno? E qui è necessario fare qualche riflessione.

Ad esempio, possibile che la Cina, che negli ultimi anni influenza pesantemente la politica economica ed estera di Mosca, non sia in grado di porre fine ai massacri? E la CIA, che ha, direttamente o indirettamente, partecipato a tutte le guerre nel mondo, a partire da quelle Puniche, possibile che non sia in grado di fermare Putin e l’unica cosa che sa fare è quella di vendere armi all’Ucraina, pagate peraltro dall’Europa?

Due superpotenze, la Cina e gli Stati Uniti d’America, sono dunque i burattinai che tirano i fili di questa tragedia e sono quelli che ci guadagnano di più.

Allarghiamo quindi i margini della discussione.

Certo, la Guerra Fredda è terminata da tempo, ma questo non significa che gli equilibri internazionali di divisione del potere siano spariti. Prima il potere era diviso tra Mosca e Washington, ma oggi il criterio di divisione di aree di influenza rimane, con due varianti: la perdita di potere di Mosca è bilanciata da un aumento di potere della Cina, mentre quella Occidentale vede affiancata alla potenza americana una entità Europea meno definita militarmente ma con una potenziale influenza politica notevole anche se, fino ad ora, usata male.

Cosa significa tutto questo? Che mentre la battaglia cruenta si combatte tra russi e ucraini, quella politica ed economica è tra USA e Cina, che usano il conflitto per i loro interessi. Quali? Per esempio la Cina che cerca di ‘negoziare’ più spazi per le sue esportazioni e ottenere concessioni politiche future (non dimentichiamo Taiwan), mentre gli Stati Uniti stanno già guadagnando miliardi di dollari con la vendita di costosissime armi agli ucraini pagati principalmente dagli europei.

In mezzo c’è l’Europa: quella dell’Unione, legata agli interessi americani, e quella orientale, appunto la Russia, ostaggio degli interessi cinesi.

Basta dare uno sguardo alla carta geografica e individuare gli elementi in campo. La battaglia è tra due nazioni europee, Russia e Ucraina, la guerra si combatte in Europa (non in Nord America e non in Cina), inoltre è la stessa Europa a gestire socialmente ed economicamente il dramma degli sfollati; chi invece tira i fili del conflitto sono un burattinaio in Asia (la Cina), che spera di guadagnarci fra qualche anno con l’assorbimento di Taiwan, e uno in Nord America (gli USA) che ci stanno guadagnando miliardi di dollari con la vendita di armi pagati in massima parte dagli europei.

Conclusione, mentre Putin è un criminale idiota, gli europei sono solo idioti che finanziano il futuro politico di Pechino (a spese di Taiwan) e fanno arricchire i fabbricanti di armi negli Stati Uniti (pagati in Euro).

 

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