Qualche settimana fa le manifestazioni organizzate a Campobasso ed Isernia, davanti alle Prefetture, per richiamare l’attenzione del Governo centrale e della Regione, sullo stato di crisi pesantissima in cui si trova l’agricoltura molisana. Non avendo ricevuto risposte, Coldiretti è tornata alla carica, sollecitando, in questa occasione l’intero Consiglio regionale affinché, in sede di approvazione del bilancio di previsione, provveda a mettere in campo le risorse da destinare al comparto agricolo e zootecnico, perché la situazione è tale da costringere un’azienda su dieci a chiudere i battenti. A lanciare l’allarme è il direttore di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese che ha ricordato come il dato molisano non si discosti di molto rispetto a quello nazionale, dove un terzo delle imprese è costretto a lavorare in una condizione di reddito negativo. Alla base della gravissima crisi, l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, provocato prima dalla pandemia poi dal conflitto in Ucraina. “Secondo l’analisi Coldiretti su dati Crea – ha spiegato Ascolese – stiamo assistendo ad un vero e proprio tsunami che si sta abbattendo sulle aziende agricole con rincari per gli acquisti di concimi, imballaggi, gasolio , attrezzi e macchinari . Nelle campagne – ha aggiunto – si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170 per cento dei concimi al +90 dei mangimi, fino ad un + 129 per cento del gasolio. Ad essere penalizzati sono proprio le coltivazioni di cereali, grano e mais a causa dell’aumento esponenziale dei costi per il gasolio”, ha ricordato il direttore Coldiretti che poi ha anche sottolineato come a peggiorare un quadro già estremamente drammatico sia intervenuta l’emergenza cinghiali che distruggono raccolti, foraggi, indispensabili per alimentare il bestiame. Ed anche su questo problema la Coldiretti chiede l’intervento immediato della Regione, con lo stanziamento dei fondi per risarcire i danni provocati alle aziende agricole, ormai in ginocchio.

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