“Non parteciperemo a un eventuale incontro”, la direzione della Vibac di Termoli dice no al vertice richiesto dalle organizzazioni sindacali al ministero dello Sviluppo economico.
“Francamente – è scritto in una nota inviata al viceministro Alessandra Todde e ai sindacati – non ci sembra che un periodo di cassa integrazione ordinaria per calo di commesse, nel contesto economico attuale, costituisca un’evenienza anomala, tale da giustificare il coinvolgimento del Ministero, semmai è sotto gli occhi di tutti come questo contesto si aggravi di giorno in giorno, sia in costante evoluzione e debba essere seguito momento dopo momento, per cercare di limitarne le conseguenze più negative”
I sindacati e i lavoratori hanno chiesto questo incontro urgente perché non vedono garanzie per il futuro, non sanno se ci saranno investimenti per il sito produttivo di Termoli.
Si sentono presi in giro e costretti a rinunciare anche alle somme integrative.
L’azienda precisa che la cassa integrazione riguarda solo lo stabilimento di Termoli e non il gruppo Vibac nel suo complesso, “a maggior ragione – è scritto ancora nella nota – risulta ingiustificato il coinvolgimento del Ministero”.
“A Termoli – precisa la direzione Vibac – non c’è stato alcun azzeramento della contrattazione di secondo livello, cioè nessuna disdetta o recesso ma semplicemente la scadenza naturale al 31 dicembre 2021. Un scadenza – conclude l’azienda – che ovviamente era stata pattuita con la Rsu”.



