In una giornata di sole, quasi primaverile, Campobasso ha dato l’ultimo saluto a Gino Di Bartolomeo, ex presidente della Regione ed ex sindaco di quella città che ha amato in maniera incondizionata, viscerale. Ed in tanti si sono ritrovati nella chiesa di San Giuseppe Artigiano per assistere ai funerali, celebrati dal vescovo Bregantini e dal sacerdote della parrocchia, don Vittorio Perrella. Che ha voluto ricordare un Gino uomo, legato alla famiglia, ma anche un Gino sindaco, legato alla sua città, alla sua regione, per le quali si è sempre battuto. Sul sagrato della chiesa e dentro, seduti tra i banchi, volti noti della politica molisana: l’ex governatore Iorio, gli ex Politici regionali Giuseppe Astore, Alfredo D’Ambrosio, Nicola Iacobacci. Molti sindaci, gli ex primi cittadini Battista e Massa. E poi i consiglieri comunali in carica e tanti ex inquilini di palazzo San Giorgio. Tutti, al di là delle appartenenze politiche, hanno avuto modo di apprezzare le doti di politico navigato, ma soprattutto di uomo. “Un uomo della gente, tra la gente e per la gente”, così lo ha definito il vescovo Bregantini nella sua omelia. Una città stretta attorno al figlio, Michele, alla moglie Antonella ed ai figli in un abbraccio commovente.
Gino Di Bartolomeo ha trascorso gli ultimi mesi della sua esistenza in una casa di riposo di Castellino del Biferno, come ha ricordato un emozionato sindaco, Enrico Fratangelo. Commosso anche il sindaco della città, Roberto Gravina, mentre il presidente della Regione, Donato Toma, ha raccontato alcuni aneddoti di colui che ormai tutti affettuosamente chiamano Big Gino. Al termine del rito funebre il feretro ha attraversato la chiesa tra gli applausi. Tra i fiori, sulla bara, anche una sciarpa con i colori del Campobasso con la scritta “scannette allert”. La città ha salutato così Gino Di Bartolomeo verso il suo ultimo viaggio.

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