Si sono rivolti all’Autorità Giudiziaria i familiari di un commerciante in pensione di 85 anni di Civitanova del Sannio, Alessio Spineto, deceduto nel 2018 dopo un attacco ischemico e un’agonia durata 4 mesi. Chiedono che sia fatta luce sulle cause della morte e su eventuali responsabilità, legate a cure e tempistica. Tutto ebbe inizio una mattina di aprile di 4 anni fa, quando l’uomo ebbe un malore e dopo essere stato visitato a casa fu trasferito dal 118 al Veneziale di Isernia. Sospetto attacco ischemico transitorio, la diagnosi del 118. In passato aveva avuto episodi simili, come riferito ai medici che poi lo visitarono in Pronto Soccorso, ma fu dimesso e rimandato a casa con diagnosi di “ipertensione arteriosa. Cardiopalmo”. Il giorno successivo una visita specialistica, sempre al Veneziale. Il cardiologo mise in allarme i familiari riferendo che quanto accaduto all’anziano era l’anticamera di un evento acuto e andava attivata una sorveglianza strettissima. Un’ora dopo la visita un nuovo malore. Un familiare portò Alessio Spineto subito in ospedale. Il braccio sinistro dell’85enne aveva perso sensibilità. 36 ore di attesa nel Pronto Soccorso, raccontano i familiari, fino a che l’anziano si accasciò tra le braccia di un congiunto. Il lato sinistro paralizzato. Diagnosi: ictus cerebrale. Il ricovero al Veneziale e poi la riabilitazione. L’uomo ormai a letto, bloccato. Le condizioni sempre più gravi, un nuovo ricovero al Veneziale e ad agosto il decesso.
Tanti gli interrogativi della famiglia. Spineto poteva essere salvato in tempo e con cure più precise e tempestive? Poteva essere ricoverato in una struttura neurologica adeguata? Gli stessi familiari hanno acquisito le cartelle cliniche, tentando anche di ottenere un risarcimento danni, ma i consulenti d parte hanno messo nero su bianco che non c’erano possibilità terapeutiche alternative e che diagnosi e tempi erano in regola con la buona pratica. Richiesta di risarcimento rigettata. Di diverso avviso il consulente incaricato dai familiari, che hanno quindi richiesto l’accesso agli atti di alcuni documenti all’Asrem, tra cui il protocollo di emergenza/urgenza per pazienti con crisi ipertensiva e ictus in vigore al Veneziale tra il primo aprile e il 31 agosto del 2018, ma non hanno mai ottenuto risposta.
Di qui la richiesta di indagare e accertare eventuali responsabilità, fermo restando, hanno spiegato, che non si vuole colpevolizzare una categoria che tutti i giorni mette il cuore oltre l’ostacolo, specie in questo periodo, ma la questione dell’emergenza/urgenza in Molise è seria, da affrontare subito.

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