Per la Giornata della Memoria, su iniziativa della Commissione Cultura, l’Amministrazione comunale di Campobasso ha deciso di collocare una mailbox presso la BiblioMediaTeca cittadina per invitare tutti, grandi e piccini, a condividere il proprio pensiero lasciando una lettera che racconti la storia personale di una deportata o di un deportato, di un Giusto o di una Giusta, corredando la storia con personali riflessioni, con illustrazioni e con tutto ciò si riterrà utile per onorare la Memoria di vittime e protagoniste dell’orrore dell’Olocausto.

“Il Giorno della Memoria porta le testimonianze dei sopravvissuti agli orrori dell’Olocausto al centro di ogni ricordo – ha detto il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina – per rendere contemporanea e concreta ogni riflessione, ogni atto e ogni parola che si sono generate da quella piaga della storia dell’umanità. Si può guarire da un simile male, da un male così profondo, esteso e determinato unicamente verso l’annientamento totale dell’altro? Se il male lo si riconosce e lo si chiama con il suo nome, così come non hanno temuto di fare i Giusti e tutti coloro che nel corso degli anni hanno offerto se stessi come testimoni delle sofferenze patite in quei luoghi, allora quel male non può più in alcun modo tornare a mettere radici, essere frainteso o reinterpretato in base alle convenienze del momento.

La Memoria diventa tale e serve nel presente e nel futuro, – ha aggiunto Gravina – quando è condivisa e accudita dalla collettività, dai popoli, dalla gente quotidianamente, un giorno dopo l’altro, con costanza, pazienza e fiducia, tutte qualità che se mostrate con convinzione alle giovani generazioni, attraverso l’esempio delle nostre scelte di vita, non lasciano attecchire né l’intolleranza e né l’esclusione del prossimo. Per questo, volutamente, la nostra città ha scelto l’esempio dei suoi cittadini onorari, Liliana Segre e Piero Terracina, e di quelli benemeriti, Giovanni Tucci e Michele Montagano, per ribadire oggi e sempre il suo essere contro ogni forma di razzismo e discriminazione.

“Nell’approfondimento storico e sociale, nella sua divulgazione scevra da ogni compromesso e lontana dai revisionismi di sorta che hanno provato, senza successo, a inquinare la trasparenza della Memoria, all’istituzione scolastica va riconosciuto un ruolo determinante e va detto grazie, perché è la scuola, nel nostro paese, che ha guidato intere generazioni verso la conoscenza. La qualità degli insegnamenti e delle discussioni prodotte negli ambienti scolastici sull’Olocausto – ha concluso Gravina –  sui genocidi di massa, sulle persecuzioni etniche e religiose, continua ad avere, ancora oggi e non potrebbe essere diversamente, un valore insostituibile per la crescita consapevole dei nostri giovani e tutto ciò è dimostrabile dalla sempre maggiore conoscenza e sensibilità che essi dimostrano di avere verso questi temi. Ciò ci trasmette fiducia, perché sono proprio i giovani coloro che dovranno continuare a tenere viva la Memoria, anche nel futuro più lontano, e i nostri giovani sapranno farlo.”

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