Nessuna dichiarazione ufficiale, il governo tace. Dalla visita dell’amministratore Carlos Tavares nella fabbrica Stellantis di Termoli è passata ormai una settimana. Lo stesso numero 1 dell’azienda si è detto pronto perché la struttura della città adriatica è ideale per costruire batterie ma dal governo non sono arrivate in questi giorni conferme. Se è vero che nel piano nazionale di ripresa e resilienza sono stati inseriti fondi per la gigafactory di Termoli è altrettanto vero che di fronte alle preoccupazioni di sindacati e lavoratori negli ultimi giorni non sono arrivate dichiarazioni chiarificatrici dai ministri.

Il Consiglio comunale di Termoli, l’altra sera, ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato, come primo firmatario, dall’esponente di maggioranza Vincenzo Sabella. Documento col quale si impegna il sindaco Francesco Roberti e la giunta, nella sostanza, a fare pressing su Governo e Regione Molise per evitare che la Gigafactory Stellantis venga realizzata altrove e non più a Termoli
Anche i sindacati, sia a livello territoriale che nazionale, nei giorni scorsi hanno chiesto lumi oltre che un impegno rapido a governo e Regione.
Intanto nella fabbrica di Rivolta del Re continua la cassa integrazione su molte linee, l’assenza di semiconduttori, ormai a livello globale, è diventata un macigno pesantissimo. Le giornate di lavoro diminuiscono e gli stop creano incertezza e preoccupazione.

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