La Squadra Mobile di Campobasso ha denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, 11 giovanissimi del capoluogo e zone limitrofe. E’ l’esito di una complessa indagine scaturita dalle segnalazioni arrivate nei mesi scorsi in Questura. Gravi i reati contestati a conclusione degli approfondimenti portati avanti dai poliziotti grazie anche alla collaborazione di cittadini e istituzioni scolastiche. Quattro dei ragazzi denunciati – indicati dai testimoni come i presunti capi di quella che è emerso essere una vera e propria gang – sono accusati di associazione a delinquere, diretta a commettere più reati intimidatori nei confronti di minori e non solo: vengono contestati anche i reati di furto con violenza, rissa, minacce, atti persecutori, percosse e lesioni personali. Gli altri sette indagati, invece, pur facendo parte dello stesso gruppo e ugualmente autori di gravi condotte a carico delle vittime, hanno avuto un ruolo più marginale nelle vicende analizzate. I fatti sono accaduti lo scorso anno a partire dal mese di febbraio e fino a dicembre. Gli indagati – che all’epoca dei fatti avevano un’età compresa fra i 13 ed i 17 anni – tanto nella scuola, quanto lungo le strade del centro del capoluogo, hanno periodicamente messo in atto comportamenti  violenti nei confronti di altri studenti minori, dei genitori di questi ultimi, di persone indifese o giovani coetanei presi di mira casualmente mentre camminavano per strada. Il branco agiva e poi postava sui social network le proprie azioni, come a voler intimorire chi provasse in qualche modo ad ostacolare il gruppo. Ed erano soliti celebrare la violenza immortalandosi in atteggiamenti da “boss”.

L’attività investigativa della Squadra Mobile è partita dopo la denuncia di una giovane vittima, che insultata  mentre passeggiava lungo una delle strade principali della città, è stata colpita al volto con una testata. Le successive indagini hanno permesso di accertare che alcuni degli indagati erano autori di frequenti e sistematici atti di bullismo nei confronti di un compagno di classe, bersaglio di scherno e sberleffi tanto da incutere nelle vittime  la paura di andare a scuola. La vittima in questo caso è stata anche picchiata all’uscita dalla scuola dove il padre, che lo aspettava in macchina, intervenuto per difenderlo, è stato lui stesso sopraffatto dai calci e dai pugni del branco. Ma minacce e ritorsioni venivano riservate anche ad altri compagni di classe – perlopiù ragazze – qualora si fossero rifiutati di cedere la merenda o piccole somme quotidiane di denaro. Un episodio di violenza è stato denunciato anche per l’aggressione a carico di un uomo senza fissa dimora colpito con dei calci lungo via Cavour. Sempre lo stesso gruppo è stato identificato come responsabile di una rissa scatenata per futili motivi ai gradoni dell’ex stadio Romagnoli e per una violenta aggressione accaduta all’altezza del Centro commerciale Pianeta ai danni di un altro minore che ha riportato 30 giorni di prognosi. Gli indagati avevano sostanzialmente creato un clima di terrore e paura che si era materializzato anche nelle segnalazioni giunte alla dirigenza scolastica dell’Istituto frequentato da alcune dei ragazzi coinvolti, dove spesso gli stessi docenti si sono ritrovati ad avere a che fare con atteggiamenti di prepotenza che, “seppure puniti con note scolastiche o sospensioni dall’attività didattica – evidenziano gli investigatori –, mai hanno sortito segnali di ravvedimento rispetto al modus operandi aggressivo e persecutorio”.

“Dagli accertamenti info-investigativi portati a termine dalla Squadra Mobile di Campobasso – evidenziano dalla Questura – emerge quindi uno spaccato preoccupante del disagio che riguarda alcuni giovanissimi del capoluogo. Forme di violenza che, in alcuni casi, hanno peraltro favorito un preoccupante sentimento di emulazione da parte di soggetti più fragili che si sentivano al sicuro se parte del gruppo del quale assumevano atteggiamenti e abitudini. Un gruppo consolidato, che nell’arco di un anno ha riprodotto dinamiche tipiche della microcriminalità organizzata, alimentando paura ed impotenza in molti cittadini e finanche nel mondo della scuola”.

 

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