Dal progetto Portoghesi, presentato in pompa magna nella sala consigliare di Palazzo San Giorgio, alla telenovela della ex Gil, prima abbattuta dalle ruspe dell’impresa Molinari, poi ricostruita dopo una lunga vicenda giudiziaria.
Dall’ex Romagnoli, a ciò che resta dell’hotel Roxy, anch’esso in odore di abbattimento a causa dell’incuria a cui è stato esposto da anni.
La sede della Regione, che fosse quella della Giunta, del Consiglio o degli assessorati, è stato un tormentone che ha attraversato più alcuni decenni e diverse legislature. Tuttavia, fin dalla sua istituzione, la massima assemblea regionale si riunisce nella palazzina di via IV Novembre, mentre le sedi degli assessorati sono dislocate per la città in appartamenti privati. Ogni anno le cifre alla voce affitti del bilancio regionale sono iperboliche.
Da qui l’esigenza di una sede unica, che dia prestigio alla Istituzione ma soprattutto che abbia un raziocinio urbanistico anche per i servizi che i singoli uffici erogano ai cittadini.
Ma se ai tempi del progetto Portoghesi, più di 30 anni fa, costruire la sede della Regione al posto del vecchi Romagnoli poteva avere un senso, collocare un centro direzionale al centro della città oggi potrebbe significare stravolgere la vita di tanti residenti. E’ una delle osservazioni fatte proprie dal Movimento cinque stelle.
Continueremo a seguire attentamente tutti gli sviluppi, per scongiurare possibili conflitti d’interesse e per tutelare l’interesse della collettività, ammoniscono i pentastellati. Come minimo occorrerà coinvolgere il Comune di Campobasso prima di assumere qualsiasi decisione.

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