Per la Procura il numero dei posti letto di terapia intensiva per fronteggiare l’emergenza covid che il Molie comunicava alle autorità nazionali era reale: non ci furono false comunicazioni e non ci sono reati. Questa è la conclusione alla quale la pubblica accusa è arrivata dopo un anno di indagini. Il procuratore Nicola D’Angelo ha messo nero su bianco nelle ultime ore la sua richiesta di archiviazione relativa proprio all’indagine sui posti letto. Lo ha reso noto il Comitato dei familiari delle vittime del covid che ha ricevuto la notifica della richiesta. L’inchiesta fu avviata dopo l’arrivo in Procura di diverse denunce presentate da alcuni cittadini. Uno di questi in particolare, Camilla Caterina, nell’autunno del 2020, aveva sostenuto che i dati relativi ai posti letto di terapia intensiva in regione sarebbero stati falsi e quindi avrebbero inciso sulla mancata attivazione della procedura Cross, e cioè il trasferimento dei pazienti in altre regioni.

Il presidente del Comitato vittime, Francesco Mancini, ha già annunciato che con gli avvocati Vincenzo Iacovino e Andrea Ruggiero, farà opposizione alla richiesta di archiviazione. Si terrà dunque una udienza davanti al giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere se la vicenda giudiziaria dovrà andare avanti o se sarà archiviata. Sempre il Comitato ha deciso di nominare un perito per contrastare le conclusioni alle quali è giunta la procura, conclusioni che vengono definite “in parte contraddittorie”. Al palazzo di Giustizia di Campobasso intanto tutte le altre indagini sulla pandemia vanno avanti. Sono attualmente diverse le inchieste aperte sulla gestione dell’emergenza covid in regione. Ci sono complessivamente 9 fascicoli di circa 3mila pagine.

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