Si siederà davanti al magistrato la prossima settimana. La richiesta di un nuovo interrogatorio per Gianni De Vivo, durante quello di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere, è stata già depositata in Procura dal suo difensore, Mariano Prencipe.
Il 37enne, sul quale grava l’ipotesi di omicidio volontario, darà per la prima volta la sua versione su come si sono svolti i fatti in via Vico, la sera della Vigilia di Natale.
Al momento, agli atti, c’è la ricostruzione fatta dagli investigatori in base al racconto del cognato di Cristian Micatrotta, rimasto ucciso da una coltellata alla gola. E anche di alcuni testimoni che hanno assistito a parte della scena. Mancano, però, alcuni tasselli che riguardano l’antefatto e, soprattutto, il movente che ha scatenato la lite culminata con l’accoltellamento.
In attesa di incontrare il magistrato, Gianni De Vivo resta in carcere, dopo che il Riesame ha respinto la richiesta dei domiciliari, proposta dal suo collegio difensivo.
Risposte più definite sono invece attese dagli esami irripetibili in corso a Roma. Nel primo incontro nella sede del Ris dei Carabinieri della capitale, i periti hanno stabilito un piano di lavoro sui reperti. Per domani sono in programma le tamponature che, come ha spiegato la genetista forense Marina Baldi, perito di parte offesa, saranno effettuate sui reperti insanguinati: coltello, abiti e telefoni cellulari.
Poi gli esperti informatici analizzeranno i contenuti degli smartphone sequestrati. Aspettiamo di avere un quadro d’insieme sugli esami irripetibili – ha dichiarato a Telemolise il criminologo Nicola Caprioli – che ci aiuterà a capire di più su cosa è accaduto sulla scena del crimine.
A sostegno della difesa lavora invece Luciano Garofano, l’ex comandante dei Ris di Parma, noto al grande pubblico televisivo, ospite fisso di Quarto Grado.

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