Silenzio e commozione per l’ultimo saluto a Vittorio Quaglia, il giovane di Montenero vittima domenica scorsa di un tragico incidente agricolo nelle campagne di Mafalda. Un dolore senza tempo e il sostegno a una famiglia distrutta. L’addio toccante, tante gente dentro e all’esterno della chiesa madre di Montenero.

“Di fronte a tutto questo è difficile se non impossibile trovare le parole – ha detto don Stefano Rossi durante l’omelia – per coccolare chi sta male soprattutto perché sappiamo che tutti i ricordi di chi ha vissuto con Vittorio e soprattutto tutto l’amore per le cose belle non si devono mai perdere. La vita è fragilissima, è qualcosa di straordinario ma da un momento all’altro puoi perderla. Non siamo mai preparati. Per questo chiediamo a Dio di sostenerci”.
Montenero piange, se ne va un ragazzo perbene. I volti bagnati dalle lacrime e l’incredulità di fronte a una tragedia troppo difficile da accettare.
“La memoria – ha continuato don Stefano – ci consegna tanti gesti condivisi insieme a Vittorio, tanti gesti di bontà, tante parole che hanno costellato di luce i suoi 39 anni.Tutto questo ognuno di noi lo porta nel cuore”.
A Montenero è lutto cittadino, saracinische delle attività commerciali abbassate. Tutti stretti nel ricordo, tutti vicini ai genitori di Vittorio, Nicoletta e Giuseppe, al fratello Guido.
All’uscita del feretro dalla chiesa, un tonfo al cuore. Palloncini bianchi lasciati volare verso il cielo sulle note e le parole di my Way, a modo mio. Una vita piena, Vittorio l’ha vissuta come voleva lui, conoscendo i valori del rispetto e dell’educazione. Idealista, sognatore, così lo ricordano. E come dice il testo della canzone di Frank Sinatra “ho fatto quello che dovevo fare. Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla. Ogni passo attento, l’ho fatto alla mia maniera”.

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