Partita oggi nelle scuole di Agnone, la rimodulazione oraria della settimana corta continua ad alimentare il malcontento di alcuni genitori di studenti iscritti all’Omnicomprensivo “G. N. D’Agnillo”. La riorganizzazione didattica, che garantisce il sabato libero agli alunni, non va giù al Comitato di genitori che ha deciso di rispondere a tono alla lettera inaugurale della Dirigente Scolastica Tonina Camperchioli.

In un elenco di 14 punti, quasi citando il discorso di Wilson, il gruppo dei “no settimana corta” procede alla decostruzione del “nuovo ordine” scolastico:

1. Nell’istituto omnicomprensivo non è presente il consiglio d’istituto ma il commissario straordinario,
pertanto è necessaria precisione per non alimentare ulteriori incomprensioni;
2. Si sostiene che il clima di contrapposizione o divisione è figlio dell’assenza di informazione e di interazione;, è compito di chi ha intenzione di apportare cambiamenti curarla e assicurarsi che ci sia nei giusti tempi;
3. Se la comunità educante è consapevole delle contrarietà e delle perplessità, prima di ostinarsi
nell’introduzione del cambiamento doveva e poteva analizzarle e verificarle. Ora che dette contrarietà e perplessità sono emerse si poteva quantomeno prendere un po’ di tempo per una più corretta analisi;
4. La mancanza dello spirito di collaborazione necessario – fortemente lamentato dai genitori sembrerebbe dipendere proprio dell’istituto;
5. Qualsiasi azione per essere definita un miglioramento deve essere quantomeno totalmente definita; Inoltre i miglioramenti devono essere rilevati a distanza di tempo soprattutto se si è in presenza di una forte e tenace resistenza e denuncia da parte dei genitori;
6. Le esigenze di alcune famiglie e degli alunni a seguito di questa variazione presa di imperio già sono state trascurate;
7. Si ribadisce che gli studenti che sperimentano già la settimana corta hanno ben altra articolazione oraria e offerta formativa. E’ strumentale nascondersi dietro il nome “settimana corta”; infatti se si ascoltasse attentamente la protesta dei genitori si capirebbe che si è contrari a QUESTA settimana corta.
8. Le scuole del XXI secolo, in tutta Italia, non pensano di essere appetibili con una mera riduzione dei giorni e ore di formazione frontale, offrono un’offerta formativa che sia valida per affrontare le sfide del XXI secolo a prescindere dalle ore di presenza. Inoltre, l’autonomia delle scuole stabilisce un range di ore che ogni istituto può offrire, non si capisce per quale motivo per il bene dei nostri figli ci si debba focalizzare solo sul minimo e mai sul massimo.
9. L’ambizione di fare meglio è di tutti, già solo considerando il metodo utilizzato da questa ambizione siamo molto lontani.
10. L’impegno di garantire gli stessi CURRICULA agli alunni stabiliti all’atto dell’iscrizione si rileva solo nelle dichiarazioni (probabilmente per non mettere in evidenza un problema anche di natura giuridica che sorge con la sottoscrizione del patto di corresponsabilità ad inizio anno senza conoscere neanche le intenzioni dell’Istituto). Non risulta ancora esplicitato ai genitori, che dopo una serie di riunioni promosse solo da loro e da loro ottenute, se le ore di formazione curriculari siano recuperate da ore di formazione della stessa natura e in quale modo, oppure se l’Istituto pensa di sopperire a questa mancanza con formazione extracurriculare, cosa palesemente inaccettabile.
11. Non si tratta di un po’ di tempo, si tratta di grosse difficoltà arrecate ai ragazzi che non abitano nel centro abitato e che sono costretti a viaggiare. Soprattutto in un comune montano e preferibile che i ragazzi siano costretti a circolare di giorno, e non alle prime ore dell’alba e a tardo pomeriggio;
12. Si torna a ribadire che la cura degli affetti, del tempo libero e delle attività extra scolastiche non sono di competenza della scuola e per questo non deve assumere decisioni in tal senso;
13. Ad oggi, a nessuno sono note le attività di approfondimento e percorsi di miglioramenti che la scuola vorrebbe adottare;
14. Quando soffia il vento del cambiamento, prima di tutto va verificato che tipo di vento sia, non possono costruirsi mulini a vento per fruttare il vento di un tornado, conviene costruire muri.”

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