Malattie rare, il tema affrontato in Consiglio regionale, ma non sono mancate le polemiche. Ad attaccare la maggioranza è il consigliere  del Movimento Cinque Stelle, Andrea Greco.  Questo il suo commento. “Oggi è stata approvata una nuova legge per i molisani affetti da una malattia rara o che devono sottoporsi a trapianto, costretti a recarsi fuori regione per le cure. È una legge presentata dalla maggioranza, con l’avallo della Giunta, che rivede al ribasso i diritti di decine di cittadini e delle loro famiglie. In un sol colpo il centrodestra ha tagliato risorse e ha ridotto sostegni a tutti loro. Ad esempio, ha confermato il fondo da 300.000 euro annui, già definito insufficiente rispetto al fabbisogno dalla stessa Asrem, che individuava in 360.000 euro il minimo necessario a coprire tutte le richieste. Lo stesso centrodestra ha anche abbassato il contributo giornaliero ai malati che devono recarsi fuori regione per le cure, passato da 150 a 120 euro, e ha ridotto il numero di accompagnatori che possono affiancare queste persone, da 2 a 1.
In pratica sono state azzerate tutte le conquiste che il MoVimento 5 Stelle aveva ottenuto nella legge di Bilancio 2019: miglioramenti che erano tarati sulle necessità e le richieste dei malati stessi.
Certo, in Consiglio siamo riusciti anche oggi ad apportare piccole migliorie ad un impianto normativo globalmente peggiorativo rispetto al passato. Con un emendamento abbiamo ottenuto di innalzare il limite massimo dell’Isee per richiedere i rimborsi: il centrodestra l’aveva fissato in 35.000 euro, ora è stato portato a 50.000 euro. Abbiamo chiesto e ottenuto di inserire anche una clausola valutativa: annualmente il Consiglio dovrà ricevere una relazione per verificare l’efficacia di questa nuova legge regionale e le ricadute sul territorio.
Ma nel complesso, purtroppo, oggi il Molise compie significativi passi indietro nel supporto a chi soffre. A questo aspetto primario si aggiunge la realtà di una legge portata in Consiglio di fretta e furia, senza dar modo ai consiglieri di analizzare gli aspetti contabili, né le ricadute; una legge priva di una relazione tecnica, di un piano del fabbisogno o del numero dei richiedenti il sostegno. Eppure ci hanno presentato questa proposta di legge come urgente e, ne sono certo, la proporranno ai cittadini come utile e benevola. Ritengo invece che sia una riforma al ribasso in tema di diritti, un’operazione a metà strada tra il ‘marketing legislativo’ e l’accanimento amministrativo”.

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