Il Consiglio regionale, riunito in seduta monotematica sulla situazione di Campitello Matese,  ha approvato una mozione del Movimento Cinque Stelle che sollecita un piano di investimenti per il rilancio della stazione sciistica. “Mentre si scia a Capracotta e in tutta Italia, a Campitello gli impianti sono chiusi e ancora oggi in Aula nessuno della Giunta ha potuto dire se e quando riapriranno – hanno denunciato i Cinque stelle – La nostra mozione approvata all’unanimità ha impegnato il presidente della Regione a programmare un piano d’investimenti straordinario per ammodernare gli impianti, utilizzando i fondi di sviluppo e coesione, i fondi di sviluppo regionale e parte delle risorse legate al Pnrr. Questo perché a poco servono i soli ristori, utilizzati dalla Giunta come unico strumento per tamponare i disastri che produce e provare a nascondere l’incapacità di trovare soluzioni strutturali. Ma servono anche impianti di innevamento artificiale e investimenti specifici per allargare e diversificare l’offerta ad attività come snowboard ed escursionismo -hanno aggiunto – quindi rendere la stazione sempre meno condizionabile dal clima; serve superare i localismi e dotarsi di personale altamente specializzato; servono soluzioni per collegare Campitello ad altre località vicine, pensiamo in particolare a Roccamandolfi; serve programmare, anche in base alla nuova domanda turistica post pandemia. Se insomma si vuole lavorare seriamente sul turismo invernale, serve attivarsi ben prima dell’arrivo della stagione, non arrivare a ridosso di Natale senza certezze. Accanto a questo, la Regione deve approntare una strategia mirata sull’intero comparto montagna superando faide e strumentalizzazioni politiche che stanno creando gravi danni d’immagine al Molise.
La Regione dimostri che la mozione approvata non è uno squallido ‘regalo politico’ natalizio perché, restando immobile, farebbe l’ennesimo sfregio a cittadini, operatori e a chiunque vive di montagna – hanno proseguito i Cinque Stelle – Ora è Toma a doversi attivare; è chi amministra, nessun altro, ad avere la responsabilità e la possibilità di risolvere i problemi; non serve nascondere l’incapacità dietro le relazioni tecniche, come fatto dal sottosegretario Pallante.
L’atto di accusa del presidente del Consiglio Micone contro Toma e la Giunta, infatti, non è il solito attacco interno al centrodestra in decomposizione, ma la conferma di un fallimento gestionale oggettivo che va oltre i colori politici, lo stesso che il MoVimento 5 Stelle denuncia da anni”.

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