Vincenzo Musacchio, criminologo e presidente dell’Osservatorio Antimafia del Molise (associazione autonoma e indipendente), ha posto all’attenzione degli addetti ai lavori alcuni dati (lavoro condotto in collaborazione con i membri dell’Osservatorio, studiosi, magistrati e appartenenti alle forze dell’ordine) che riguardano direttamente il Molise.

“Si tratta – scrive Musacchio – delle segnalazioni di operazioni finanziarie sospette della Banca d’Italia ricevute per regione in cui è avvenuta l’operatività segnalata. In Molise nel 2019 si sono avute 452 operazioni sospette rilevate oggettivamente, mentre nel 2020 c’è stato un aumento del 3,5% con 468 operazioni sospette. Va precisato che questi dati non comprendono le cd. operazioni realizzate tramite l’utilizzo della rete internet, cioè “online”, quale luogo di esecuzione. La suddivisione per forme tecniche delle operazioni segnalate nel 2019 e 2020 in Molise non si è caratterizzata attraverso movimentazioni su carte di pagamento e di moneta elettronica. Tale aumento rilevato pertanto potrebbe essere maggiore poiché non è stato agevolato dalla nuova modalità di segnalazione automatizzata, introdotta nel mese di gennaio, che ha consentito una più accurata rappresentazione delle operazioni. Non c’è quindi da star tranquilli. Sulla relazione presentata dalla Banca d’Italia, proprio in merito ai movimenti finanziari sospetti in Molise, le proiezioni per il 2021 prevedono un ulteriore aumento di movimenti sospetti.

Questo conferma quanto diciamo da qualche tempo – ha aggiunto Musacchio – per cui l’esigenza di strumenti per contrastare le infiltrazioni mafiose nelle sovvenzioni e negli appalti delle pubbliche amministrazioni diventa un’incombenza ormai improrogabile per chi ci amministra.

L’urgenza di monitorare un fenomeno nuovo, ovvero come la criminalità stia approfittando dell’indebolimento delle imprese a seguito della crisi da Covid19, non può passare inosservata da parte della politica regionale. Sono temi che attengono alla sicurezza dei cittadini molisani che non possono e non devono essere disgiunti dall’azione politica. Credo occorra riflettere sul modo in cui la nostra classe dirigente possa mettere in campo una visione di legalitaria regione che stia dalla parte degli onesti e non lasci questi fenomeni criminali fuori controllo. Personalmente a proposito d’infiltrazioni mafiose, accenderei i riflettori anche su usura e riciclaggio nei confronti degli investimenti nel settore pubblico. In Molise, ma anche nel resto del Paese, sono tra i pochi delitti in considerevole aumento durante la crisi pandemica in corso. Nell’antiriciclaggio e nella repressione dell’usura quindi è necessaria la massima valorizzazione di una efficace rete di collaborazione, per rafforzare la prevenzione e il contrasto dei nuovi rischi oggettivamente emersi in Molise”.

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