Allo stabilimento Saint-Gobain di Termoli a distanza di 4 mesi dal presidio di protesta del luglio scorso, e sempre a fronte di un licenziamento, come la volta scorsa, le federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil del comparto edile proclamano lo stato di agitazione di tutte le maestranze.

“E’ l’ennesimo licenziamento di un padre di famiglia con quasi 20 anni di anzianità lavorativa. L’azione da parte dell’azienda – ha affermato Massimiliano Rapine Filca CISL Abruzzo Molise – è penalizzate e contradditoria. Chiediamo con forza che vengano bloccati i licenziamenti”. Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto d’Aloia (Feneal Uil)
“Basta – ha detto – all’ennesimo licenziamento di un lavoratore che viene mandato a casa e all’atteggiamento di alcune multinazionali che pensano di sfruttare il territorio”
Su altro aspetto si concentra Silvio Amicucci (Fillea CGIL Abruzzo Molise): “E’ un’azienda che ha deciso di disfarsi di tutte le persone che indipendentemente dal numero degli anni di lavoro sono diventati scomodi perché il fisico si è usurato e non rispondono – ha detto – più ad una logica di massima produttività aziendale”.

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