Di Angelo Persichilli
Silvio Berlusconi presidente della Repubblica? No grazie, sarebbe una catastrofe politica e morale. Non sono tra quelli che considerano Berlusconi la causa di tutti i mali italiani o il loro simbolo. La politica e il mondo dell’imprenditoria italiana sono pieni di personaggi come lui, responsabili di azioni discutibili e anche più gravi di quelle di cui Berlusconi si è reso spavaldamente protagonista. Ecco, la colpa di Berlusconi sta proprio in quell’aggettivo, ‘spavaldo’, ha cercato di sfidare la morale, ha mostrato segni di onnipotenza credendo che a lui tutto fosse permesso essendo un essere superiore. Ma lasciamo le considerazioni morali da parte e concentriamoci su quelle legali. È stato accusato di tutto: dalla presunta collusione con esponenti del crimine organizzato a crimini fiscali legati alle sue aziende e, ovviamente, il bunga bunga. Su tutti questi eventi sarà la giustizia, quella vera, a dare una risposta.
D’altra parte, diciamolo, Berlusconi è stato anche bersaglio di un certo tipo di magistratura che ha usato delle magagne economiche, tipiche di molti altri imprenditori italiani e non, per fini politici. Insomma, in molti casi, è stato demonizzato per motivi politici e non necessariamente per amore di giustizia.
Ed è proprio su questo aspetto che qualche sostenitore sta cercando di costruire la strada che dovrebbe portarlo al Quirinale. Se le loro tesi sono valide, cioè il rimedio alle prevaricazioni della magistratura deviata contro un cittadino italiano sarebbe quello di compensarlo con cariche istituzionali, dovremmo avere un Quirinale capace di ospitare più persone del quartiere CEP di Campobasso.
I requisiti per diventare presidente della Repubblica sono ben altri. Berlusconi, persona capace e intelligente, forse è anche in possesso di tali requisiti, ma è stato lui stesso a distruggerli con un comportamento a dir poco irrazionale e spesso delirante. Berlusconi, come lo stesso Donald Trump negli Stati Uniti, hanno fatto delle cose anche giuste, dipende dalla parrocchia che li giudica, ma quello che non hanno capito è che persone in posizioni di responsabilità come loro devono anche essere un esempio per tutti i cittadini, soprattutto per i giovani. Il comportamento di Berlusconi non è stato tale da poter essere premiato con la nomina a Capo dello Stato.
Tra l’altro, mandare Berlusconi al Quirinale per riparare i torti subiti, e ne ha subiti, da una parte della magistratura deviata senza una vera e adeguata azione contro quei magistrati responsabili delle ‘deviazioni’, sarebbe come riparare una crepa su un muro portante semplicemente passandoci sopra “mano” di vernice. Se ci sono stati dei magistrati responsabili di ingiustizie, bisogna individuarli, processarli e, se colpevoli, mandarli in carcere, non mandare Berlusconi al Quirinale.
Capisco quindi chi si oppone alla sua candidatura al Quirinale, ma devo esprimere un’altra preoccupazione. Ho il sospetto che molti di coloro che si oppongono alla sua candidatura, lo fanno solo per “stanare” Mario Draghi da Palazzo Chigi. Draghi, come presidente del Consiglio, dà fastidio a più di qualcuno che ha ambizioni governative e tutti sanno benissimo che, fino a quando Draghi rimane al suo posto, le loro ambizioni rimarranno solo tali.
Draghi ha ridato sostanza alla politica economica italiana, credibilità alla politica estera ed è l’unico che ha l’autorità di respingere al mittente sia le provocazioni di Matteo Salvini, sia la solita politica dei sindacati. Questi ultimi, incapaci di interpretare le nuove esigenze del mondo del lavoro alle prese con una globalizzazione che chiede di riscrivere le regole, si sono rifugiati nella vecchia retorica delle manifestazioni di Piazza S. Giovanni. Manifestazioni dove il pugno chiuso si contrappone a quelle col braccio alzato di Piazza SS. Apostoli e insieme fanno la stessa figura delle macchine d’epoca che sfilano su un circuito di Formula Uno prima della gara.
Seguo quotidianamente le vicende mondiali, e ovviamente quelle italiane, attraverso la stampa di tutto il mondo e sono fiero di rilevare che i commenti riguardanti la Penisola e la gestione dell’epidemia sono in larghissima parte positivi. Aveva fatto un buon lavoro Giuseppe Conte a livello nazionale e ora Draghi e livello nazionale e internazionale. Speriamo che le ambizioni personali, tipiche dei personaggi della vecchia politica, non ritornino a galla cancellando il buon lavoro fatto fino ad ora e soprattutto i sacrifici che milioni di italiani (no vax a parte) hanno fatto dal marzo dello scorso anno. Se il nome di Draghi è l’unica alternativa a quello di Berlusconi per il Quirinale, vuole dire che l’Italia è conciata veramente male.

Potrebbe interessanti anche:

Mancato rinnovo contratti alle Usca, l’allarme dell’ordine dei medici: ospedali al collasso

La notizia della mancata proroga dei contratti alle Usca, scaduti a fine giugno sta provoc…