Francesco Di Florio è stato assolto perchè il fatto non sussiste. Il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Campobasso, Veronica D’Agnone, nel processo con rito abbreviato, ha dunque accolto le tesi della difesa.
Sono stati gli avvocati Arturo Messere e Marco Lorusso a difendere Di Florio che era a giudizio con l’accusa di omicidio colposo “perchè avrebbe causato la morte di Vincenzo Nardacchione a giugno del 2018”.
Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, quest’ultimo stava svolgendo dei lavori di manutenzione a un impianto elettrico nella proprietà di di Florio. Impianto, sempre secondo l’accusa, non a norma e che dunque avrebbe provocato la morte dell’uomo per folgorazione.

Messere e Lorusso, nelle loro arringhe, nella consapevolezza della tragedia avvenuta e del dolore per la famiglia della vittima, sono riusciti a dimostrare, in punto di diritto e ricostruendo ogni passaggio, come la morte fosse invece da ascriversi a cause naturali e “che comunque – hanno spiegato- non vi fosse prova che Nardacchione, al momento decesso, stesse effettivamente svolgendo lavori di manutenzione”.
“Si tratta di una sentenza storica – hanno commentato i legali Messere e Lorusso – considerata l’accusa e i precedenti riferiti a fatti simili”.

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