Doccia fredda quella arrivata dal Tar Molise che ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da associazioni, comitati e comuni contro il Programma Operativo sanitario 2019/2021 varato dal Commissario ad acta Donato Toma. Secondo i giudici amministrativi non sussistono le condizioni di un danno grave e irreparabile così come sostenuto dai ricorrenti. Da parte di questi ultimi è già stata annunciata l’istanza di secondo livello con un ricorso al Consiglio di Stato che potrebbe cassare il provvedimento assunto dal Tar Molise.

La vicenda prende le mosse dalla adozione del Pos 2019/2021 avvenuta a seguito dell’insediamento di Donato Toma nella veste di Commissario ad Acta. Un documento controverso, quello adottato, sul quale Toma aveva espresso le proprie riserve reindirizzando l’atto alla stagione che ha visto nelle vesti di Commissario l’ex Generale Angelo Giustini.

Sta di fatto che adottato il documento si è sollevata l’immediata levata di scudi di Comuni, Associazioni e Comitati che ne hanno chiesto il fermo immediato sostenendo che si andava ulteriormente ad intaccare il sistema sanitario regionale, sguarnendolo di attività e strutture e, di conseguenza, scendendo sotto il livelli essenziali di assistenza. Basti pensare alla rete emergenza urgenza e alla trattazione dell’Ictus emorragico, patologia per la quale al momento non esistono gli accordi di confine con le strutture limitrofe appartenenti ad altre regioni per collocare i pazienti molisani. La patologia, al momento, prevede solo un accordo con il Neuromed di Pozzilli.

Dai ricorrenti viene una valutazione totalmente negativa della pronuncia del Tar: se non è danno grave e irreparabile la mancanza di copertura per una patologia gravissima come l’ictus – dicono – cosa lo è?

Una domanda che a questo punto arriva direttamente ai giudici del Consiglio di Stato. 

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