Elezioni regionali, primi fermenti nella politica triventina. La macchina elettorale già si è messa in moto per le future candidature, sia a livello nazionale, che regionale. Tra i potenziali candidati, a Trivento c’è il nome di Fernando Massimo. Età 65 anni, coniugato, dipendente di Poste italiane da 30 anni, originario di Campobasso, impegnato nel sindacato, già vice Presidente della Proloco trignina, ha ricoperto il ruolo di segretario del settore giovanile dell’Atletico Trivento, durante la militanza nel campionato di Serie D.

Come mai ha pensato di candidarsi? 

Credo che in questo delicato momento, ognuno debba dare un suo contributo. Io ho dato la mia disponibilità alla candidatura, sono un militante di centro-sinistra, simpatizzante del Partito politico Liberi e Uguali. Ho già fatto la mia esperienza in politica, ricordo che sono stato tra i fondatori del circolo di Trivento dell’Italia dei Valori, a suo tempo sono stato candidato nella lista Civica che appoggiava la candidatura a sindaco di Giuseppe Di Fabio, nella Città di Campobasso. Voglio mettere a disposizione di tutti la mia esperienza e, soprattutto, le idee e progetti di una squadra fatta di persone competenti per settore e che possono, fattivamente, creare condizioni di rilancio. Dopo contatti e riunioni avuti con i vertici dei partiti, ho dato la mia disponibilità alla candidatura alle Regionali, per il centro sinistra.

Ha parlato di progetti e programmi, secondo lei quali sono le priorità dalle quali ripartire? 

Il binomio sul quale partire e lavorare sono i giovani e gli anziani. Sono i termini seppur opposti dello stesso sistema di crescita, sociale ed economica. Dobbiamo dare priorità al lavoro ma anche alla tutela degli anziani: se c’è lavoro, e quindi giovani, il sistema trova equilibrio con ricadute positive anche per la cosiddetta terza età.

Nello specifico, cosa ha in mente?

Ho in mente un progetto pilota per le aree interne, che faccia perno sulla telemedicina e telesoccorso, coinvolgendo medici, informatici e tutti i giovani operatori coinvolti nel settore. Un progetto che, credo, il Ministro della Salute potrebbe approvare, una medicina a distanza, anche perché le nostre aree interne sono chiamate a fare i conti con una viabilità in quasi stato di abbandono. Per i nostri giovani è auspicabile anche un progetto di rilancio turistico, legato all’agroalimentare, dove si valorizzano i prodotti e il territorio stesso. Dobbiamo coordinare le diverse eccellenze agroalimentari della regione, sotto un unico marchio che contraddistingua la qualità e peculiarità del territorio. Il nostro è un territorio a forte vocazione agricola, dobbiamo lavorare su quello che abbiamo non sulle cattedrali nel deserto e, per questo, va creato un centro di ricerca delle eccellenze, con giovani professionisti del settore, che diversifichi le colture, rispetti l’ambiente, tuteli il territorio particolarmente fragile. Dunque, volendo riassumere, innovazione, sviluppo e occupazione per i nostri giovani, con un percorso fatto di ricerca e di promozione turistica, rivolto ai nostri centri storici, fatto di recupero del patrimonio urbanistico, culturale ed enogastronomico. Ripeto, dobbiamo puntare su quello che di migliore abbiamo e, quindi, non possiamo continuare a trascurare agricoltura, territorio, ambiente e patrimonio architettonico e culturale. Un programma variegato, che punti sulle nuove leve, sulle nuove professionalità, ma anche sugli anziani, con la loro esperienza che funga da substrato per le nuove programmazioni, progetti e attività. Occupazione, servizi, qualità della vita, sono i concreti elementi di crescita. Noi puntiamo sulla concretezza ed è quello che oggi occorre con una certa impellenza.

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