Una vicenda giudiziaria durata sette anni e terminata con una doppia assoluzione e sentenza passata in giudicato.

Al centro un tentativo di estorsione ai danni del governatore dell’epoca, Paolo Di Laura Frattura, raccontata dallo stesso presidente e testimoniata da Salvatore Di Pardo, suo amico e avvocato.
Autori, a dire di Frattura, il magistrato Fabio Papa e il direttore di Telemolise, Manuela Petescia.
A distanza di sette anni, il Consiglio Superiore della Magistratura ha reintegrato al suo posto il pubblico ministero Fabio Papa che torna in procura a Campobasso riprendendo le funzioni di magistrato inquirente.
La presunta estorsione, rivelatasi poi inesistente, si è trasformata in un boomerang per i due accusatori che ora dovranno probabilmente rispondere di calunnia. A indargali sono stati gli stessi pubblici ministeri che a Bari hanno sostenuto l’accusa nei confronti di Papa e Petescia nel processo d’Appello.
All’avvocato e all’ex presidente della Regione è stato in queste ore recapitato l’avviso di conclusione delle indagini, firmato dal procuratore capo Roberto Rossi e dal procuratore aggiunto Francesco Giannella. I magistrati, al deposito delle motivazioni della sentenza di Appello, a firma del presidente Giovanni Mattencini, non hanno proposto ricorso in Cassazione e hanno invece concluso le indagini a carico di Frattura e Di Pardo per calunnia. Gli sviluppi della vicenda sono stati resi noti da alcuni dei legali che si sono occupati della vicenda. Soddisfatti i legali Nicolino Cristofaro, Paolo Lanese e Massimo Romano, che hanno difeso Papa e Petescia a Bari, e Fabio Baranello, il legale che ha seguito la vicenda del Csm.
Con un po’ di ritardo – ha concluso lapidario il sostituto procuratore Fabio Papa – è stata fatta giustizia. (Gdt)

Potrebbe interessanti anche:

Giuseppe Iaciofano, molisano d’origine lancia il suo brand: “Ero una drag queen. Ora vivo di moda a Londra”

Giuseppe Iaciofano parla oggi della sua vita e del suo percorso professionale costellato n…