Duro affondo del Pd molisano e del dottor Giuseppe Cecere, responsabile regionale dell’associazione chirurghi ospedalieri e del partito democratico. Sotto accusa la gestione della governance sanitaria per quanto riguarda quella che hanno definito la diaspora di medici e quello che è il rischio di sospensione delle attività chirurgiche al Cardarelli. “Ho lasciato per incompatibilità ambientale con la dirigenza sanitaria” ha detto Cecere, ex primario facente funzioni di chirurgia al Cardarelli, parlando di inadeguatezza dirigenziale. Ad esempio – ha dichiarato – Il fondo per l’adeguamento tecnologico, 20 milioni, è stato disatteso”. “Nell’ultimo anno – ha spiegato – per quanto riguarda anestesia e rianimazione, la metà dei dirigenti medici è andata via. Su questo la governance deve chiedersì il perché e porre rimedio, se in grado, altrimenti deve essere rimossa. Se arriva una quarta ondata covid, la situazione precipiterebbe”.
Cecere ha parlato di situazione gravissima anche da un punto di vista penale. “La mazzata a un sistema già deficitario – ha continuato – è stata data dal Covid, con la seconda ondata. Non c’era un piano sanitario adeguato. Su quanto accaduto negli ultimi due anni – ha detto ancora – ho anche chiesto di essere ascoltato dalla magistratura e riguardo il Pos occorre riflettere sul perché sia stato impugnato praticamente da tutti”. Per Facciolla, Toma, da commissario, ora ha il dovere di provare a risolvere le criticità, non ci sono più scuse, altrimenti avrebbe responsabilità non solo politiche. Il Pd è pronto a interrogarlo in Consiglio regionale.

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