Seguendo una linea di continuità tra le più impressionanti che a memoria d’uomo si ricordi, la Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per il Molise, ha espresso anche quest’anno un severissimo giudizio di parificazione sul rendiconto generale della Regione Molise. L’esercizio di riferimento è quello dell’anno 2020.

Seguendo quindi una giurisprudenza consolidata, sono finiti sotto la lente della Corte e diventati oggetto della requisitoria del neo procuratore regionale, Salvatore Nicolella, quei comparti che da anni rappresentano pesanti crepe nell’architettura dei conti regionali: Consulenze, Società partecipate regionali, Personale, Sanità, Trasporti.

A conclusione del proprio intervento, il procuratore Nicolella ha chiesto, tra le altre cose, il trasferimento degli atti di sua competenza all’Autorità nazionale anticorruzione.

Ma andiamo per gradi, partendo dalla questione delle collaborazioni e degli incarichi rispetto ai quali, scrive il procuratore, la Regione Molise non ha fornito informazioni utili alla dimostrazione giuridico-contabile dei medesimi. Nella gestione 2020 risultano attivi 141 contratti di collaborazione coordinata e continuativa per totali 2milioni 747mila euro e spese per incarichi professionali per complessivi 1milione 244mila euro. La Procura parla – testuali parole – di opacità dei dati e delle informazioni fornite dalla Regione.

Con riferimento al personale, la Procura ha sollevato la questione di costituzionalità relativa ad una figura ibrida, quella dei “Quadri”, istituita dalla Regione e ritenuta invece di competenza esclusiva statale.

Sul fronte della spesa sanitaria (circa novecento milioni all’anno pari al 72% del bilancio regionale) preoccupa il dato relativo al contenzioso aperto dall’Inps nei confronti dell’Asrem per i contributi sospesi a seguito del sisma 2002: 111 milioni di euro. Sempre sul fronte Sanità, la lingua batte su uno dei denti più dolenti, quello delle somme extra budget richieste dai privati accreditati: oltre 20milioni di euro.

Sul versante trasporti, invece, viene rilevato il mancato avvio di una gara ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio extraurbano, fatto che comporta costi maggiori per il servizio e un corposo contenzioso con le aziende attualmente affidatarie.

Inquietante il dato per le società partecipate regionali, ben 32, con un valore di partecipazione pari a 40 milioni e 700mila euro. Perdurano, scrive la Corte dei Conti, le criticità diffuse rispetto alle dismissioni. Oggetto di particolare censura da parte dei giudici contabili l’operazione di fusione per incorporazione tra il Consorzio Campitello Matese e Korai nella società Funivie Molise, un’operazione che la Corte definisce un mero soccorso finanziario. Sul tema, la conclusione è lapidaria: gli obblighi di pubblicità e trasparenza non sono stati assolti ai sensi di legge. In particolare a non convincere i giudici contabili c’è una posta di 32 milioni di euro che riguardano il recupero di somme relative a interventi effettuati tramite Finmolise, soldi che parrebbero presenti solo sulla carta.

Insomma, un giudizio di parificazione sul quale anche quest’anno pesano i carichi e i problemi più che strutturali della Regione Molise.

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