Un Consiglio regionale che sembra essere rimasto fermo al due novembre, giorno dedicato ai defunti, si è riunito oggi per dare corso alla solita giornata improduttiva. Sul tavolo, un’agenda zeppa di ordini del giorno e mozioni, ovvero di atti di indirizzo che non portano da nessuna parte. Dopo quelle sul commercio e artigianato, rimaste nel dimenticatoio per anni e solo di recente approvate, le leggi a Palazzo D’Aimmo si sono fermata nuovamente. Anzi, non ci sono proprio arrivate, sepolte come sono nelle varie commissioni. Una paralisi che ha fatto sbottare il segretario del PD e consigliere regionale Vittorino Facciolla il quale, nel mezzo di un battibecco con l’ex governatore Iorio, ha intonato un do di petto alla Pavarotti e ha gridato: “Basta, qui si tira a campare solo per guadagnare un altro anno e mezzo di stipendio. Andiamo a casa”. Nell’imbarazzo generale, nessuno ha osato dargli torto. Questa l’istantanea della giornata, inframezzata dal tema Sanità, unica nota di rilievo che è entrata nella discussione.

Fabio De Chirico, del Movimento 5 Stelle, ha sollevato la questione del servizio Cup dell’Azienda Sanitaria, alle prese con una serie di limiti e inadempimenti che perdurano dopo diversi mesi dal suo avvio e che hanno ripercussioni sui servizi ai cittadini come, ad esempio, le liste di attesa.

Come preannunciato, la capogruppo del PD Micaela Fanelli ha presentato in aula una mozione che impegna il presidente – commissario Toma a bloccare in sede di conferenza Stato regioni l’aggiornamento al famigerato decreto Balduzzi, la cui nuova versione è ancora peggio della prima con possibili e gravi ripercussioni sulla Sanità Molisana.

Questo il racconto di una giornata uggiosa e carica di ubbie e di un Consiglio regionale che fa concorrenza ai più potenti narcotici in circolazione.

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