Una drastica riduzione dello sforzo di pesca: le disposizioni previste dall’Unione Europea trovano lo sconcerto delle marinerie. Mediamente, fino al 2024, dovrebbe verificarsi la sottrazione del 40% delle giornate annue di lavoro. Le associazioni di categoria, pescatori e armatori, parlano di un default sempre più vicino. Una filiera di 35mila persone a rischio. Problemi giganteschi sviscerati nel vertice degli stati generali della pesca.

Necessaria la costituzione di un tavolo di crisi che consenta di affrontare in modo concreto le problematiche, valutando le diversità settoriali.
Intanto il governo italiano apre spiragli: accordata l’estensione della cassa integrazione alla pesca, che era rimasto l’unico settore finora privato di ammortizzatori sociali strutturali. Ma c’è l’intoppo: dalle associazioni di settore la richiesta al Parlamento di completare il lavoro del governo dando vita ad un meccanismo di sostegno del reddito dei pescatori che copra tutte le causali, compreso il fermo pesca al momento fuori dalla proposta avanzata dall’esecutivo.

La marineria termolese chiede un ulteriore sforzo anche alla Regione Molise. Le difficoltà del settore sono sotto gli occhi di tutti, le problematiche affrontate anche nell’assemblea dell’associazione Armatori pesca del Molise

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