Piero Castrataro, alla fine ha trovato la quadra, partirà con una giunta a quattro – due eletti e due tecnici esterni – e, dopo l’elezione del presidente del consiglio, se non ci saranno sorprese, allargherà l’esecutivo con altri cinque ingressi, arrivando a nove. Questi gli assessori: i due interni sono il vicesindaco Federica Vinci, e Angelo Iannone delegato al bilancio.
Poi ci sono i due esterni, la prima è Leda Ruggiero, una docente, che si occuperà di politiche sociali. La curiosità è che la Ruggiero è nipote dell’altro candidato sindaco, Gabriele Melogli, sconfitto al ballottaggio. Il quarto assessore, il secondo esterno, è Luca De Martino, un giovane che si occuperà di cultura ed organizzazione di eventi. Entrambe persone di fiducia di Castrataro. Le ragioni della nascita di una giunta ridotta per ora sono tutte politiche e collegate alla situazione interna del Partito Democratico, dilaniato dalla lotta in corso tra la componente vicina a Facciolla e quella di Fanelli e Veneziale, anche se il sindaco non lo ammette e diplomaticamente glissa Castrataro.
Particolare impressione per la sua vicinanza ai più deboli e alle categorie svantaggiate ha fatto la nomina di Leda Ruggiero alle politiche sociali. Chi se la vedrà dura è Angelo Iannone, l’assessore al bilancio che ha il compito più difficile, quello di rimettere ordine nei conti di palazzo san francesco, un’impresa non da poco

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