Non accenna a scemare il tintinnio di sciabole che sin dal primo momento ha fatto seguito al voto amministrativo di Isernia. Al successo pieno di Piero Castrataro e del centrosinistra ha fatto da contraltare la rovinosa caduta di un centrodestra interessato più a sgambetti reciproci che alla conquista del palazzo di città. Un cortocircuito interno nel quale oggi si inserisce la voce di Aida Romagnuolo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, forza politica ritenuta responsabile della pesante sconfitta. Romagnuolo rovescia la prospettiva e passa al contrattacco: “I cittadini di Isernia hanno punito l’arroganza di chi non ha rispettato i patti. Dopo Termoli a Forza Italia e Campobasso alla Lega, la candidatura a sindaco – dice – doveva essere espressa da Fratelli d’Italia. Così non è stato e questi sono i risultati”.

Al coro di un centrosinistra che sta cantando in gregoriano le sorti magnifiche e progressive che da Isernia si estenderanno verso l’intera Regione – questa la lettura dei fatti – oggi si registra una variazione sul tema che arriva dal Movimento 5 Stelle. A parlare è Angelo Primiani; anche lui canta in gregoriano le lodi di Castrataro salvo poi passare in modalità hard rock quando il discorso si sposta sull’alleanza col PD. “Niente fughe in avanti” – dice – riferendosi al braccio di ferro già in corso su quella che sarà la leadership della coalizione che andrà verso le regionali. Da un lato il PD, forte dei voti, reclama la presidenza della Regione; dall’altro lato, il Movimento 5 Stelle chiede discontinuità rispetto al passato con evidente riferimento all’era Frattura.

Che si tratti di conti per il centrosinistra, che di resa dei conti nel centrodestra, è evidente che la campagna elettorale per le regionali 2023 è già iniziata.

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