Teatro Savoia gremito per il secondo appuntamento con l’art festival Poietika in programma a Campobasso sino al prossimo 17 ottobre. A raccontare sul palcoscenico la storia di un reportage straordinario poi divenuto la trama di un film premio Oscar dallo stesso nome del libro, è stata Jessica Bruder, autrice di Nomadland. L’inchiesta, durata tre anni, ha portato la Bruder a viaggiare da costa a costa negli Stati Uniti e dal confine col Messico a quello col Canada, per documentare la vita di chi sceglie la strada alla casa, di chi si trova a decidere se pagare una rata di mutuo o l’affitto o garantirsi il necessario per vivere scegliendo di vivere in un camper o in una roulotte. Nomadland – come racconta Jessica Bruder ai nostri microfoni – parla di una umanità dolente, quella di chi porta addosso una crepa e cerca una strada e un modo per vivere.

L’inchiesta di Jessica Bruder nasce da un interesse specifico per le sub culture. Interessante la differenza che nel libro viene proposta tra senza tetto, gli homeless, e i senza casa, i nomadi.

Speranza e preoccupazione, sono questi i sentimenti di Jessica Bruder, quelli che troviamo alla fine di Nomadland. Soddisfazione alla fine della serata è stata espressa dal direttore artistico di Poietika, Valentino Campo.

Stasera, per il terzo appuntamento con Poietika, omaggio a Dante con lo spettacolo del rapper Murubutu alle ore 21 all’auditorium di Palazzo Gil a Campobasso. Murubutu proporrà una rilettura dell’Inferno dantesco in chiave musicale.


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