Il Comune di Campobasso ha deciso di impugnare davanti al Tar il Pos adottato dal Commissario alla Sanità, Toma. Non accennano quindi a diminuire le critiche verso il Programma Operativo Straordinario. Un documento, quello riferito al triennio 2019 – 2021, che è rimasto per circa un anno nel cassetto. Toma parla di un atto preconfezionato dal suo predecessore, Giustini, i sindaci invece gli rimproverano un intervento verticistico al quale è mancato il confronto con le amministrazioni locali, elemento centrale del processo di adozione dell’atto come recentemente ribadito dalla sentenza 116 del 2020 pronunciata dalla Corte Costituzionale. Ragioni che, insieme a quella che viene valutata una irragionevolezza manifesta dell’atto, uno strumento che quindi potrebbe ledere il diritto alla salute, ha indotto il primo cittadino di Campobasso, Roberto Gravina, a impugnare l’atto. Impugnativa che verrà patrocinata dagli avvocati Massimo Romano e Pino Ruta.

Prima la Conferenza dei Sindaci, poi la bocciatura arrivata da trentatrè sindaci del basso Molise, infine l’impugnativa da parte del sindaco del capoluogo d regione, rappresentano un dato significativo del quale Toma non potrà non tenere conto.

Lo sguardo adesso è rivolto soprattutto al futuro. A quel POS 2022/2024 rispetto al quale il commissario Toma ha garantito il necessario confronto con i sindaci molisani.

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