Un ordine del giorno sui centri per anziani di Campobasso ha fatto scoccare la scintilla tra i gruppi dell’opposizione, Pd e centrodestra, e il Movimento Cinque Stelle. Rimasti chiusi per la pandemia e ora in attesa di un rilancio, secondo i consiglieri comunali del Partito Democratico.
Per Battista, Salvatore, Chierchia e Trivisonno, gli anziani nei sette centri cittadini hanno dovuto interrompere le partite a carte, le chiacchierate, l’attività fisica, quella culturale, mettendo in sofferenza una fetta di popolazione che ha patito più di altre la pandemia.
“Abbiamo proposto l’ascolto come atto di vicinanza del consiglio comunale agli over 65 della città e alle loro famiglie – hanno rimarcato i Dem – ma la maggioranza ha detto no”.
“Tutte le decisioni – ha spiegato l’assessore al ramo Luca Praitano – sono state prese sempre insieme ai presidenti e ai comitati di gestione dei singoli centri, la cui programmazione, ripresa l’11 settembre è, come è giusto che sia, prerogativa degli stessi centri sociali. Le attività sono state sospese almeno fino alla seconda dose del vaccino come previsto dalla normativa che – ha concluso Praitano – non consentiva di di agire diversamente”.
I Popolari per l’Italia hanno sottolineato la crisi politica del M5s, evidenziata dal risultato negativo delle elezioni a Isernia ma anche dagli ultimi scricchiolii della maggioranza di palazzo San Giorgio. In pochi giorni in aula si sono registrate le dimissioni dal consiglio di Antonio Musto, la indisponibilità a ricoprire la carica di consigliere di Giuseppe frate e il passaggio al gruppo Misto di Giuseppina Passarelli, la quale ha peraltro assicurato che pur non riscontrando più nei cinque stelle i valori fondanti del Movimento, non farà mancare il suo sostengo alla maggioranza.
“A Gravina, a cui abbiamo permesso di amministrare senza sollevare polemiche, perché c’era un’emergenza sanitaria da gestire, da oggi chiederemo conto di tutti quei cambiamenti promessi, ma mai realizzati – hanno concluso Colagiovanni e Fasolino – Anche i cittadini se ne stanno rendendo conto: la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle è rimasta un libro dei sogni”.

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