Ho fatto solo quello che sapevo fare, per alcuni istanti ho temuto che non ce la facesse.

E’ ancora scosso l’autista dello scuolabus che ha praticato il massaggio cardiaco ad uno degli scolari che stava trasportando, quando racconta quei terribili momenti, ma poi dopo aver appreso che le condizioni del 13enne sono nettamente migliorate torna sereno.
Ci ho parlato ieri sera al telefono – ha raccontato Antonio a Telemolise – e abbiamo perfino scherzato: gli ho detto che mi ha fatto prendere un colpo.

Ad accorgersi che qualcosa non andava, mentre il gruppetto di studenti stava raggiungendo la propria destinazione, è stato proprio l’autista che dallo specchietto ha notato la sofferenza di uno di quei ragazzi.
Gli ho levato la mascherina e ho visto che era diventato nero. L’istinto mi ha suggerito di praticargli il massaggio cardiaco. Ho messo in pratica quello che avevo visto fare in una esercitazione, ma temevo di dimenticare qualche passaggio, una cosa è farlo su un manichino altro è praticarlo su un ragazzino di 13 anni.
Ora il ragazzino è tornato a casa, dimesso dall’ospedale di Napoli dove gli hanno suggerito solo riposo. Giovedì dovrebbe tornare a scuola, e tornare su quel pulmino dove ad attenderlo ci sarà l’autista che gli ha salvato la vita.
Non sono un eroe, faccio il mio lavoro, ha concluso Antonio e accompagno i miei ragazzi a scuola.

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