Il barometro segna tempesta e la riunione del Consiglio regionale in programma per il prossimo lunedì 27 settembre, si preannuncia a dir poco burrascoso. Le opposizioni hanno chiesto al Commissario alla Sanità, Toma, di revocare in autotutela il Piano Operativo Straordinario per la Sanità da lui adottato; Toma, dal canto suo, ha già ripetuto più volte che il suo riferimento non è il Consiglio ma che nella veste di commissario dovrà avere come interlocutore unico il Governo e, nello specifico, i Ministeri (nell’ordine) dell’Economia e Finanze e della Salute. Questo, sempre nella stretta osservanza delle prescrizioni draconiane imposte del Tavolo Adduce, ovvero del gruppo di funzionari Ministeriali incaricati da oltre due lustri di tenere ben stretto alla greppia il Molise.

Al prevedibile tintinnare di sciabole che si preannuncia in Consiglio, fa da contraltare la campagna elettorale per le amministrative di Isernia, un appuntamento che ha fatto del capoluogo pentro l’ombelico della politica molisana con un alternarsi di leader nazionali mai vista prima. La presenza massiccia di popolo al passaggio di Salvini, Di Maio e soprattutto Conte, la dice lunga sulla disaffezione della gente alla politica. Le persone, quando serve e quando conta, ci sono. Unica a mancare dal parterre dei big è stata Giorgia Meloni che, tuttavia, ha fatto sentire con un messaggio la propria voce. Adesso ci sono i candidati che lavorano pancia a terra e, insieme a loro, le sponde di riferimento regionale. Toma, Iorio, Facciolla, i 5 Stelle e tutti gli altri graduati, ufficiali e di complemento, sanno bene che rischiano l’osso del collo e che le elezioni isernine potrebbero rappresentare per qualcuno un capolinea politico. La possibilità di incidere sugli assetti delle prossime elezioni regionali è infatti direttamente proporzionale alla performance che riusciranno ad esprimere a Isernia. Un dato è già certo: dei due centrodestra ne resterà uno solo. Il duello tra il presidente della regione, Donato Toma, ed il suo principale oppositore, l’ex governatore Michele Iorio, questa volta non ammette prigionieri. Sul versante del centrosinistra c’è attesa per la prima notte di nozze tra Facciolla e Greco e vedremo se sfocerà in una luna di miele lunga sino alla primavera 2023.

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