Ieri ad Agnone si è tenuta la tappa molisana del summit internazionale intitolato “The Last 20”. L’evento pone come obiettivo quello di elaborare, attraverso discussioni e dibattiti, un documento sulle problematiche degli Ultimi 20 Paesi del mondo in modo da poterlo inviare alle istituzioni di competenza.

Tantissimi gli ospiti intervenuti: a partire dall’intervento di Suor Elvira Tutolo sulla sua missione in Repubblica Centrafricana fino ad arrivare all’intervista dell’attrice Ira Frontén al giornalista tetraplegico Antonio Giuseppe Malafarina presente nella cittadina agnonese tramite un avatar robotico; dall’intervista alla reporter Barbara Schiavulli in collegamento da Kabul ai tavoli tematici di confronto.

A fare gli onori di casa il Sindaco Daniele Saia che ha spiegato l’importanza di dare voce agli ultimi in un lungo discorso introduttivo: “Gli ultimi della Terra si uniscono ai più piccoli d’Italia in un summit il cui obiettivo è quello di elaborare un termometro sociale che metta in luce le divergenze tra i più forti e i più deboli, che dia risalto ai bisogni e alle carenze degli abitanti delle aree marginali o in via di spopolamento del mondo, come le nostre aree interne L’argomento appare quantomai attuale in un territorio come il nostro, in cui il tema dello spopolamento spinge con forza l’acceleratore sul taglio di servizi essenziali e primari. Tagli ingiusti e non rispettosi delle volontà di coloro che con forza e dedizione decidono di rimanere ad animare le nostre Aree Interne, mantenendo vivo il collegamento con le attività, le tradizioni e le emergenze culturali che rendono unici questi territori. Tagli che calpestano e non riconoscono diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.

Nell’ambito della lotta degli ultimi, dei più marginali del mondo, la battaglia per l’uguaglianza assume un valore globale. La sfida del mondo attuale è quella di mettere da parte le differenze per creare un legame di unità nuovo, che permetta ai popoli di stringersi la mano e collaborare alla realizzazione di un sistema di equità sociale al servizio del benessere della collettività generale intesa come connubio tra uomo e natura nella tutela della sfera vitale universale. Una sfida che deve cogliere la necessità di rimettere al centro l’art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU che recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Una sfida che deve abbracciare visioni di tutela dei diritti sempre più ampie, come peraltro indicato dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che pone l’attenzione sul diritto del lavoro e sulla lotta alle discriminazioni. Perché, in fondo, non esiste un arco temporale che possa delimitare quando sia il momento giusto per un diritto. Un diritto è diritto in quanto tale, trascende la storicità e sostiene il completo sviluppo della persona umana. Ogni diritto è fondamentale, a cominciare dal diritto alla vita, alla tutela della salute fino ad arrivare al diritto al lavoro, dalle tutele contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale alle tutele contro le discriminazioni legate al colore della pelle, al genere e alle disabilità.

Affinché i ragazzi si sentano partecipi della costruzione di un nuovo modello di sviluppo globale sostenibile, di una comunità veramente internazionale, è necessario che riscoprano l’importanza del loro contributo decisionale. I giovani non devono più essere investiti dalle decisioni della classe dirigente, ma devono avere la possibilità di avvicinarsi a tale sfera per diventare parte integrante e attiva dei processi di riforma che traghetteranno il globo verso il futuro. Per questo è importante ascoltare i bisogni dei giovani, affinché comprendano al meglio come superare le sfide dell’oggi e affrontare con consapevolezza quelle del domani. Abbiamo il compito di lasciare alle nuove generazioni un mondo che sia ancora vivibile, un modo più giusto ed equo. Fondamentale, sotto questo punto di vista, sarà tenere ben saldi nell’agenda setting globale gli obiettivi contenuti nell’Agenda Per Lo Sviluppo Sostenibile ONU 2030. Obiettivi che includono tematiche quali lotta alla povertà, alla fame, ai cambiamenti climatici, allo sfruttamento dell’ambiente, alle discriminazioni e all’inquinamento. Obiettivi da raggiungere per preservare la naturale bellezza del mondo e la pari opportunità di sviluppo della dignità umana.

Bisognerà compiere passi audaci e trasformativi per portare urgentemente il mondo sulla strada della sostenibilità e della resilienza senza lasciare indietro nessuno. E su questo tema lo sforzo deve essere collettivo. È necessario quindi che i grandi della Terra si guardino indietro per tendere la mano alle Nazioni più fragili, in modo che ogni tappa del lungo percorso dello sviluppo sia raggiungibile da tutti. Per raggiungere un sistema più equo sarà necessario lavorare affinché non ci siano più disparità nella realizzazione dei sogni di un bambino che ha conosciuto la crudeltà della guerra e di un bambino che conosce solo la pace, di un bambino che cresce imparando sui banchi di scuola e di un bambino che un’istruzione non l’avrà mai, di un bambino che sogna sereno tra le braccia dei suoi genitori e di un bambino che i genitori li ha visti annegare nel mare in tempesta.”

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