In genere di notte le chiese sono chiuse. Tranne due volte l’anno – a Natale e Pasqua – quando il suggestivo simbolismo della liturgia, sfidando le tenebre, ci fa rivivere il mistero della nascita e della ri-nascita. In realtà, ciò che in modo suggestivo e peculiare come comunità cristiana viviamo ritualmente solo due volte l’anno, rimanda alla dinamica dell’intera esistenza, fino a diventarne metafora feconda: il quotidiano, continuo alternarsi di buio e luce, di notte e giorno che tutti sperimentiamo non solo nello scorrere temporale dei giorni ma anche nei passaggi cruciali della nostra vita, ci consegna a una lotta appassionata e drammatica, da cui nessuno è esente.La fede, la poesia, l’arte e la musica coi loro linguaggi propri possono diventare ideali compagni di viaggio in questo attraversamento personale e comunitario dal buio alla luce. Tra le navate della Cattedrale di Larino per una notte risuoneranno insolitamente i versi di Dante e la prosa del Petrarca; la carnalità dei versi di Alda Merini e quelli altrettanto provocanti del Salterio di Davide; i canti della tradizione e le note di nuove composizioni per pianoforte e violino. Incontreremo Giona, Nicodemo, Rut e Noemi: personaggi notturni che sono stati capaci di attraversare per intero la notte per giungere alla speranza del nuovo giorno.
«Normalmente – dichiara don Claudio Cianfaglioni, ideatore dell’evento insieme ad alcuni giovani della comunità – la vita di noi larinesi nei suoi passaggi chiave si svolge tutta all’ombra della nostra Cattedrale: cuore pulsante e centro aggregante della identità religiosa e culturale della nostra comunità cittadina. Abituati a vivere “all’ombra” della Cattedrale, per una notte vorremmo provare a vivere “alla luce” della Cattedrale, in un ritrovato, ideale connubio tra fede e cultura: vere luci nella notte che rendono meno faticosa la traversata».
L’appuntamento è sabato 18 settembre presso la Cattedrale di Larino a partire dalle ore 21 fino alle 6 del mattino seguente. Una notte in Cattedrale per ri-uscire a riveder le stelle, come ci suggerisce il Sommo Poeta in questo anno a lui dedicato: una proposta che vuol essere impegno e auspicio di speranza in questo tempo complesso che ci vede tutti impegnati ad attraversare la notte per tornare a rivedere la luce.

Francesco Di Giacomo

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